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5 Ottobre, 2022

Unione Popolare: “Sì al riequilibrio Nord-Sud. No all’autonomia differenziata e alla spesa storica”




Prima la pandemia da Covid-19 e poi la guerra russo-ucraina hanno acuito ulteriormente lo storico divario Nord-Sud (Anticipazioni Rapporto Svimez 2022) e le principali forze politiche sedicenti nazionali cosa fanno? Mettono il riequilibrio territoriale al centro dei loro programmi elettorali? Alimentano un sano e propositivo dibattito con tanto di punti programmatici risolutivi dei diversi aspetti della “nuova questiona meridionale” intesa come questione nazionale ed europea?

Giammai! Fanno l’esatto opposto. E mentre il Centro-destra si pone esplicitamente l’obiettivo politico di acuire maggiormente e di istituzionalizzare definitivamente la condizione marginale del Mezzogiorno come “colonia estrattiva interna” tramite lo sciagurato scambio tra presidenzialismo (Fratelli d’Italia e Forza Italia) ed autonomia differenziata (Lega Nord ), il cosiddetto Centro-sinistra dissimula le sue reali intenzioni, che, coerentemente alla sua ideologia neo-liberista, contemplano il perseguimento dello stesso obiettivo: portare l’acqua al mulino del ricco Nord ai danni del povero Sud, come già da tempo richiedono i dem proto-leghisti Stefano Bonaccini ed Eugenio Giani per le Regioni Emilia-Romagna e Toscana.

In questo panorama politico estremamente pericoloso non solo per i bisogni ed i diritti già ampiamente calpestati e disattesi dei circa 20 milioni di cittadini meridionali, ma anche per quello che rimane della tenuta unitaria dell’intero sistema Paese, spicca la decisa e netta presa di posizioni a favore del riequilibrio Nord-Sud da parte di Unione Popolare, il cui programma politico-elettorale prevede sia lo “stop” fermo e convinto all’autonomia differenziata, sia il perseguimento di politiche di riequilibrio territoriale tramite il superamento del “sistema scellerato della spesa storica, del chi più ha più avrà e chi meno ha meno ottiene”.



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