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Napoli
28 Giugno, 2022

La soluzione della questione meridionale secondo Draghi: Niente perequazione. Il Sud “azzoppato” non si lagni, ma corra e valorizzi i finanziamenti che sgocciolano dal Nord




In occasione della firma del “Sacco di Napoli”, prestito del Governo di 1,2 miliardi di euro al Comune partenopeo in venti anni in cambio di privatizzazioni, esternalizzazione dei servizi ed aumento delle tasse, il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha dichiarato: “Dobbiamo ammettere l’esistenza di una questione meridionale, ma dobbiamo allo stesso tempo evitare che si riduca a sterili rivendicazioni”.

Dunque, secondo il “migliore”, o presunto tale, esiste un divario economico, sociale e civile tra il Nord e il Sud Italia inaspritosi a causa delle politiche inique dell’ultimo ventennio perpetuate anche dal suo Governo a trazione nordica, ma, Costituzione alla mano, i cittadini, gli studiosi, gli intellettuali, le associazioni ed i comitati meridionali e meridionalisti non devono rivendicare la parità dei diritti di cittadinanza. E se avanzano rivendicazioni e solo perché sono i soliti meridionali e meridionalisti abituati lamentarsi di tutto e di tutti.

Sempre secondo il Draghi pensiero, i cittadini del Sud devono rimanere silenti e seppure azzoppati dalle politiche di spoliazione devono pedalare, lavorare e darsi da fare per potere produrre quella ricchezza che poi dovrebbe essere reinvestita nei loro territori in scuole, trasporti e sanità.

In altri termini, è come se Draghi avesse detto che il dualismo Nord-Sud esiste, ma è inutile lottare per i diritti calpestati, azzerati e disattesi perché la spesa pubblica complessiva pro-capite sarà ridistribuita sempre in modo iniquo sulla base del “piede di porco” della spesa storica che avvantaggia il Nord a discapito del Sud.

Pertanto, sebbene sia stato azzoppato, il Sud si arrangi con le risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza che il Nord vi farà sgocciolare e se non lo saprà fare la “colpa” sarà sempre e solo sua.        



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