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San Giorgio a Cremano, presentazione del volume “La questione meridionale”: “Dalla ricerca delle cause all’assegnazione delle colpe”

Quali sono le cause della questione meridionale? E quali le sue caratteristiche? Le sue origini sono antecedenti al processo di unificazione risorgimentale? O la questione meridionale è la conseguenza di un distorto processo di unificazione politica, che ha generato il divario economico, sociale, civile e culturale tra le “due Italie”, ancora oggi drammaticamente vigente?

A questi e ad altri interrogativi sono state offerte delle risposte in occasione della presentazione del volume curato da Carlo Capezzuto ed Aldo Vella, La questione meridionale. Nata nel 1861 per risolvere quella settentrionale, e tuttora aperta, edito da Magenes editoriale srl nel 2019.

Numerosi gli interventi sia di carattere politico che storico-culturale. Entro la cornice illustrata da Fabio Vitale, moderatore del dibattito, che ha evidenziato il passaggio epocale dei termini dell’odierno dibattito sulla questione meridionale dalla ricerca delle sue “cause all’individuazione dei colpevoli”, si sono collocati gli interventi di Giorgio Zinno, Sindaco di San Giorgio a Cremano (NA), di Pietro De Martino, Assessore alla Cultura, di Franco Liguori, Associazione “San Giorgio del Drago”, di Carlo Capezzuto, ideatore e curatore de “La questione meridionale”, di Fabio Di Blasio, esponete dell’Associazione “Senso comune”, di Salvatore Lucchese, ricercatore presso il “Centro Internazionale di Ricerca Francesco Saverio Nitti per il Mediterraneo”, e di Aldo Vella, studioso di storia locale, promotore dell’istituzione dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio e già Sindaco di San Giorgio a Cremano.

Mentre Giorgio Zinno ha posto l’accento sugli aspetti fiscali dell’odierna questione meridionale, che, ha poi sottolineato, costringe i Sindaci meridionali ad aumentare le tasse per la copertura dei servizi basilari da offrire ai cittadini, De Martino ha evidenziato l’impegno dell’amministrazione vesuviana nel recuperare la memoria locale e dell’intero Mezzogiorno, al fine di fare dei giovani dei cittadini attivi e consapevoli delle loro radici e della loro storia.

Dopo l’intervento di Liguori, che si è ulteriormente soffermato sull’importanza della “conoscenza come base dell’azione umana”, sono intervenuti Capezzuto, che ha illustrato il piano generale dell’“Enciclopedia storica della penisola italica”, di cui il volume sulla Questione meridionale è parte integrante, e Di Blasio, il quale, a titolo esemplificativo, ha indicato nel paragrafo sul “Meridionalismo 3.0” uno dei punti di forza del volume, in quanto, per la prima volta, offre una “mappatura” puntuale degli odierni movimenti meridionalisti.

A seguire l’intervento di Lucchese, che ha indicato nella “sintesi critica”, nella “profondità temporale”, nell’approccio “storico-globale”, nell’“impostazione problematizzante” ed in alcuni riferimenti peculiari, in primis, quelli a Giuseppe Ferrari, Rocco Scotellaro e a Nicola Zitara, alcuni dei punti di forza che rendono il volume innovativo rispetto all’attuale letteratura critica sulla questione meridionale ed il meridionalismo.

Infine, Vella ha messo in evidenza l’esistenza di “zone povere”, di “colonie” all’interno della stessa “colonia meridionale”, le cui condizioni sono crollate dopo la “rovinosa chiusura” della Cassa del Mezzogiorno.

15/01/2020 – Salvatore Lucchese

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