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18 Giugno, 2024

Gap Nord-Sud, la scuola è un luogo di salvezza? Dipende dal CAP di residenza



Articolo di Alessandra Energe e Barbara Pizzuto – Liceo Scientifico “Brunelleschi” di Afragola 

Mercoledì 21 febbraio 2024, presso il Liceo Brunelleschi si è tenuta una conferenza dal titolo ”La scuola è ancora un luogo di salvezza?”, il cui punto focale è stato la discussione  sull’autonomia differenziata in ambito politico, economico e soprattutto scolastico. L’autonomia differenziata è una modifica legislativa che dà alle Regioni italiane a statuto ordinario la possibilità di gestire autonomamente materie di competenza statale. Gli ospiti sono stati Massimo Villone, già professore di Diritto Costituzionale dell’Università Federico II di Napoli, nonché ex parlamentare che ha promosso leggi sulla modifica dell’articolo V della Costituzione e Marco Esposito, giornalista de “Il Mattino”, impegnato nella scrittura di libri sulla questione meridionale. La conferenza è iniziata con l’intervento del professor Massimo Villone, il quale ha raccontato una storia in grado di far comprendere perché l’autonomia differenziata sia un problema, soprattutto per le scuole. La Scuola stessa è necessaria oltre che importante perché è un luogo che deve assicurare pari opportunità a tutti gli studenti, come viene citato nell’articolo 3 della Costituzione, anche se queste pari opportunità non sono garantite.

Innanzitutto, si considera il divario tra Nord e Sud, che l’autonomia differenziata peggiorerà, dal momento che porterebbe maggiori risorse alle regioni ricche, mentre quelle meno avvantaggiate ne riceveranno di meno. Questo accade perché alle regioni ricche come Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna spetterebbe una maggior quota delle risorse generate sul territorio italiano, in quanto sono le tre regioni che generano più ricchezze. La teoria dell’autonomia differenziata sostiene che sarebbe meglio spendere risorse al Nord, la qual cosa gioverebbe anche il mezzogiorno, invece di spendere risorse direttamente al Sud. Qualora l’autonomia differenziata dovesse essere applicata, l’Italia risulterà divisa, in quanto ogni regione avrà i propri poteri a discapito dello Stato. Dopo l’intervento di Villone, ha preso la parola il dott. Marco Esposito, il quale ci ricorda che ogni anno il numero degli iscritti alle scuole pubbliche diminuisce sempre di più. In particolare, il dottor Esposito, facendo riferimento all’articolo 3 della Costituzione, afferma che manca la citazione alla discriminazione per residenza, cosa alla quale in passato i Costituenti non avrebbero mai pensato. Tuttavia, proprio di recente, dieci anni fa, come ha evidenziato Esposito, è stato introdotto un meccanismo per residenza per misurare il diritto a determinati servizi, come il trasporto pubblico, le scuole e l’assistenza agli anziani. La misura dei diritti è stata mal impostata, ad esempio, il fabbisogno di asili nidi in un determinato comune è stato calcolato non in base ai bambini residenti, bensì al numero degli asili, siccome in diversi comuni c’è assenza asili, portando alla decisione che questi comuni non ne avevano bisogno. In base a ciò, se in passato un luogo non aveva accesso a un servizio, non gli spetta nemmeno in futuro. Il dott. Esposito ha espresso le sue perplessità riguardo a questo meccanismo illogico secondo il quale i più ricchi avranno accesso ai servizi migliori, mentre i meno ricchi non avranno nessuno diritto. Secondo Esposito, l’obiettivo di fondo dell’autonomia differenziata è scoraggiare i ragazzi del Sud, convincerli che nei loro territori non avranno un futuro, in modo tale da spingerli a trasferirsi nell’Italia Settentrionale. Tuttavia, sia Massimo Villone sia Marco Esposito hanno affermato che sta ai giovani trovare il modo di comunicare questi problemi affinché vengano risolti al più presto. Per giunta, seppur la discriminazione della residenza sembri una cosa inconcepibile, è uguale alle altre discriminazioni. Sarebbe ingiusto, infatti, vietare a un bambino di colore di iscriversi a un asilo nido, lo stesso vale perun bambino di un determinato comune italiano, non gli si può vietare di accedere all’istruzione soltanto perché residente in uno specifico luogo. La conferenza si è conclusa con le domande degli studenti, i quali hanno chiesto agli ospiti quali saranno le conseguenze future dell’autonomia differenziata e del disegno di legge Calderoli. In aggiunta, è necessario insistere sull’importanza di saper comprendere i punti fondamentali di un testo, collegandosi alla questione della finta solidarietà nel disegno di legge Calderoli. Se in seguito all’autonomia differenziata una regione si ”regionalizza”, tutte le altre lo faranno, il quadro dell’Italia che ne diviene sarà un Paese spezzettato dove ogni territorio agirà per il proprio tornaconto. In tutta questa storia, quello che cessa di esistere è l’obiettivo di ridurre le distanze territoriali. Pertanto, è inderogabile dire che i movimenti politici vanno a intaccare l’unità del Paese. Per quanto concerne l’affermazione dell’autonomia regionale si prospetta un grande cambiamento per le scuole, passati in rassegna tutti i motivi e tutte le conseguenze dell’introduzione di queste nuove burocrazie regionali, abbiamo potuto comprendere come l’istruzione in Italia diventerà ancora più problematica a causa della difficoltà ad accedere a determinati servizi e al sempre più crescente divario in Italia. Diventa evidente la necessità di portare all’attenzione di tutti l’insorgere di questa situazione complessa e fare in modo di trovare le giuste soluzioni, avvalendosi dell’attività di persone coinvolte nel panorama scolastico, quali studenti, professori e presidi.

Articolo di Alessandra Energe e Barbara Pizzuto – Liceo Scientifico “Brunelleschi” di Afragola 



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