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17 Giugno, 2024

Federalismo estrattivo: La misura è colma! Per il Sud solo promesse e “goccioline” d’acqua. Per il Nord soldi e “progetti segreti” per ulteriori “furti” di Stato



Giorno dopo giorno il Mezzogiorno muore, si spopola, si desertifica e la priorità del Governo giallo-rosso del “cambiamento” sembra essere quella di approvare quanto prima il ddl quadro sul regionalismo differenziato proposto dal Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, il dem, di origini pugliesi, Francesco Boccia.

Certo, nella maggioranza parlamentare e nella stessa compagine governativa, non mancano le voci cautamente critiche, come quelle della pentastellata Carla Ruocco e del dem Francesco Provenzano, che richiedono la definizione preliminare dei livelli essenziali di prestazione (Il Quotidiano del Sud, 12 dicembre 2019).

Ma per ora solo parole. I fatti ci dicono che il Fondo di perequazione infrastrutturale per il Mezzogiorno contempla la modesta cifra di 3,4 miliardi di euro, a fronte sia dei 600 miliardi di spesa pubblica allargata scippati al Sud nel corso degli ultimi dieci anni sia dello 0,15% del Pil destinato allo sviluppo del Mezzogiorno negli ultimi cinque anni. Tre goccioline d’acqua con cui innaffiare il deserto creato dalle scelte politiche atte a favorire la fuga in avanti della “locomotiva” del “Grande Nord”, scientemente e sistematicamente appoggiata e spinta da tutte le forze politiche nazionali.

Non solo. Proprio oggi, dalle pagine del Mattino, un impareggiabile Marco Esposito ha evidenziato che per quanto concerne il bonus nidi “l’aiuto va dove il bisogno è inferiore”, ossia, “è utile al 17% delle famiglie del Nord contro il 7% del Sud”. La battaglia per la costruzioni, rimarca Esposito, nessuno se la intesta.

Inoltre, sempre oggi, il direttore del Quotidiano del Sud, Roberto Napoletano, ha denunciato il “piano segreto” delle Ferrovie dello Stato, che “taglia il Sud” dalle sue linee di investimenti. Si tratta della progettazione dell’ennesimo “scippo”, che mira a sottrarre al Sud il 40% degli investimenti in infrastrutture ferroviarie, destinandogli le solite tre goccioline d’acqua dell’11-16%, rispetto all’84-89% da destinare al Nord.

Non ci giriamo intorno. Per quanto necessarie, la mobilitazione culturale e l’opera di contro-informazione e persuasione non sono sufficienti a fermare il “saccheggio” del Sud. Occorrono anche la mobilitazione popolare e la costruzione di un autonomo soggetto politico capace di rappresentare le istanze ed i diritti di 20 milioni di cittadini azzerati e dimezzati nel corso degli ultimi due decenni sulla base di pregiudizi del tutto infondati e discriminatori.

13/12/2019 – Salvatore Lucchese

 



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