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3 Marzo, 2024

Scippi al Sud, De Luca chiama alle armi, Cercola risponde?




Dopo l’approvazione al Senato del ddl Calderoli, meglio conosciuto come Spacca-Italia, il tutto, ovviamente, ai danni del Sud e a avantaggio del Nord, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha alzato di nuovo i toni contro il Governo Meloni, da lui accusato di essere un “governo di disturbati mentali” e di “delinquenti politici” per avere bloccato il Fondo sviluppo e coesione che spetta al Sud: “Faremo la manifestazione a Roma (venerdì 16 febbraio, ndr) – ha dichiarato De Luca – per chiedere un incontro al governo e al sedicente ministro Fitto per sbloccare i fondi (circa 5miliardi di euro per la Campania, ndr)”. “E’ paradossale – ha proseguito – vogliono l’autonomia ma non ci danno i soldi nostri“, per poi attaccare: “Siamo in guerra con questo governo e più di questo posso solo fare l’appello alla resistenza e alla lotta armata. per questo dico a tutti, sindaci, sindacati: mobilitiamoci per Roma, questo governo è espressione di delinquenza politica“.

Se De Luca chiama alle “armi”, occorre domandarsi se Cercola risponde. Dopo l’approvazione all’unanimità del 28 dicembre scorso da parte dell’amministrazione locale di una mozione, a firma Pd e delle altre forze di minoranza e votata anche dai consiglieri di maggioranza, per il ritiro del ddl Calderoli, il Sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali cercolesi risponderanno alla chiamata alle armi del Presidente De Luca? Alle pur importanti parole messe nere su bianco, seguiranno i fatti?

La posta in gioco è di quelle epocali: unificare le due Italie o statuirne definitivamente il divario tramite l’attuazione del federalismo estrattivo e discriminatorio in salsa leghista, Zaia del Veneto e Fontana della Lombardia, e para-leghista, Bonaccini dell’Emilia-Romagna. Accendere il secondo motore del Paese, il Mezzogiorno, o continuare a puntare tutto sulla locomotiva-Nord, per poi frantumare l’Italia in venti regioni-Stato, in cui, in barba all’articolo 3 della Costituzione, il livello dei diritti verrà per sempre fissato sulla base della ricchezza dei territori. E Cercola, di certo, non è famosa per essere un Comune ricco e senza soldi non si cantano messe, ma si fanno soltanto le nozze coi fichi secchi.      

   



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