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17 Aprile, 2024

Nebbia. Cazzullo mitizza il “mito neoborbonico” ed occulta la “secessione dei ricchi”



Sulle pagine del Corriere della Sera di giovedì 16 novembre, il giornalista Aldo Cazzullo argomenta circa “la clamorosa vittoria del mito neoborbonico”, favorita, a suo dire, dai media digitali in chiave “consolatoria” dei “guai” dei meridionali.

In altri termini, secondo l’editorialista piemontese, i meridionali avrebbero abboccato in massa all’esca di quelle che lui ritiene essere le menzogne neoborboniche per lavarsi la coscienza e giustificare, così, le attuali condizioni di degrado in cui vivono imputandole ai soli protagonisti del Risorgimento.

Mentre alimenta ulteriormente l’immagine stereotipata di un Sud nostalgico, passatista e reazionario, nulla dice Cazzullo circa i nessi che intercorrono tra le politiche antimeridionali degli ultimi trent’anni – i famosi “scippi di Stato” documentati dalla Ragioneria Generale dello Stato, dai Conti Pubblici Territoriali e dalla Corte dei Conti, enti terzi di chiara matrice neoborbonica anche questi. È vero Cazzullo? –, l’ascesa egemonica della Lega Nord, la sistematica e reiterata campagna diffamatoria contro il Sud solido “malavitoso”, “ozioso” e “parassita”, da un lato, e la nascita della storiografia e della pubblicistica revisionistica bollata come neoborbonica, dall’altro.

Mentre perpetua e riproduce l’immagine stereotipata di un Sud ignorante e passivo in cui si assiste, a suo dire, alla “clamorosa vittoria del mito neoborbonico”, il giornalista piemontese nulla dice circa l’avanzata della “secessione dei ricchi” voluta, ideata ed attuata dal sistema-Nord tramite il suo partito unico, in cui confluiscono tutte le principali forze politiche sedicenti nazionali comprensive degli “ascari” meridionali.

“Secessione dei ricchi”, la cui denuncia e la cui lotta contro è stata promossa da una componente di elevato spessore del ceto intellettuale meridionale di orientamento democratico e progressista, tra gli altri, gli economisti Gianfranco Viesti, Adriano Giannola, e Pietro Massimo Busetta, il costituzionalista Massimo Villone e il giornalista Marco Esposito. Anche loro neoborbonici?

Il gioco di Cazzullo sembra essere chiaro, alimentare la balla di un Sud neoborbonico per contribuire ad innalzare una coltre di nebbia sul pericolo imminente, questo sì reale, della “secessione dei ricchi”, promossa dalle classi dominanti estrattive del “civilissimo” Nord acui lo stesso Cazzullo è organico.

Insomma, nel momento in cui si assiste ad un’accelerazione del ddl Calderoli sullo spacca-Italia, meglio alimentare la solita immagine di un Sud retrogrado e credulone, invece di accendere i riflettori sulle vere cause e sui veri responsabili non solo della nuova questione meridionale ma anche della frantumazione dell’intero sistema-Paese.



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