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22 Febbraio, 2024

Sud tradito e senza rappresentanza, da area arretrata a colonia conclamata. Sino a quando abuseranno della nostra pazienza?




La rottura conclamata del patto nazionale di solidarietà tramite l’attuazione del regionalismo differenziato, che, mira a differenziare i diritti sulla base della ricchezza dei territori, garantendo, così, servizi migliori ai ricchi e servizi peggiori o addirittura inesistenti ai poveri, è il frutto dell’egemonia della cosiddetta questione settentrionale, agitata dalla Lega Nord e fatta propria da quasi tutti i partiti nazionali, o sedicenti tali, nel corso dell’ultimo quarantennio.

Dall’abolizione della Cassa per il Mezzogiorno nel 1984 sino all’attuale governo “patriotticco” e “sovranista” della Meloni, che rilancia il federalismo estrattivo in salsa veneto-lombardo-romagnola, dopo che lo stesso era stato messo in agenda politica dai governi Gentiloni, Conte I, Conte bis e Draghi. Senza dimenticare il governo di centro-sinistra a guida Amato, che nel 2001, per bieche ragioni di bottega elettorale, varò l’attuale vulnus cotituzionale: la riforma del Titolo V della Costituzione.

Sud tradito e abbandonato dalle classi dominanti nazionali in combutta con quelle estrattive meridionali, che hanno sempre anteposto i loro interessi particolari alla tutela del bene comune ed alla promozione dei diritti dei loro concittadini: Sud tradito e senza rappresenta, da area arretrata a colonia conclamata. Sino a quando abuseranno della nostra pazienza?

  



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