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30 Novembre, 2021

Rossella Solombrino (M24A-ET): Su Pnrr 90 miliardi in meno al Sud e doppia fregatura sui finanziamenti per asili e assistenti sociali, ma la Carfagna tace




Ieri dalle pagine de “Il Mattino” e de “il Quotidiano del Sud”, la Ministra senza portafoglio per il Sud e la coesione territoriale, la forzitaliota Mara Carfagna da Salerno, ha dato fiato alle trombe della propaganda politica, della fuffa ammaliante e delle chiacchiere imbonitrici, proclamando ai quattro venti che “I livelli essenziali di prestazione sono incardinati nel Def”, e questa, sempre secondo lei, “È la prova che per il Governo il Sud conta: non più zavorra del Paese, ma potenziale protagonista della ripresa”.

Allo stesso tempo la Ministra Mara Carfagna da Salerno non solo si è guardata bene dal dire che la Lega (Nord), sua alleata di Governo che tanto ama andare a braccetto con la sua compagna di partito, la forzitaliota Maria Stella Gelmini da Brescia, ha rilanciato la “secessione dei ricchi” in salsa lombardo-veneta ed emiliano-romagnola, agganciandola come disegno legge proprio al Def, ma si è anche guardata bene dal fare un sia pur minimo riferimento sia allo scippo dei fondi del Piano di ripresa e resilienza nazionale (Pnrr), sia agli ultimi scippi di assistenti sociali, asili nido, scuole dell’infanzia ed infrastrutture portuali subiti dai cittadini meridionali, sia ai tentativi in atto di altri vergognosi scippi, come quello del Fondo di perequazione infrastrutturale.

Insomma, evidentemente la funzione politica di Mara Carfagna da Salerno, già da tempo abile arruolata tra le truppe ascare cammellate al servizio dell’esercito del sistema Nord, è quella di vendere le “perline” ai cittadini meridionali, considerati degli indigeni con l’“anello al naso”, in cambio delle pepite d’oro da riservare esclusivamente ai “virtuosi” del Nord.

Il tutto ovviamente nel silenzio assenso di tutte le forze politiche sedicenti nazionali, che, in alcuni casi, sì contrastano la “secessione dei ricchi”, ma, per lo più, si guardano bene dal denunciare le attuali sperequazioni territoriali nel nome di presunte unità, che, oramai, sussistono soltanto nelle fumisterie ideologiche delle loro astruse elucubrazioni dottrinarie.   

Le contraddizioni della Ministra per il “fumo” al Sud e la “ciccia” al Nord sono state evidenziate dalla candidata Sindaco al Comune di Napoli Rossella Solombrino del Movimento 24 Agosto per l’Equità Territoriale. Gli altri candidati, chi più, chi meno organici, affini o collaterali al Partito Unico del Nord, tacciano. E chi tace acconsente.  

Approvato il Nadef – ha osservato Solombrino via social – non poteva mancare sulla stampa l’intervista celebrativa della Mara Carfagna secondo la quale avremo presto definiti i Lep – dopo vent’anni di inutili attese – che ad esempio fisseranno al 33% la quota degli asili nido e a uno ogni 6500 abitanti quella degli assistenti sociali. Non tutti i Lep, dunque, ma solo due. È già qualcosa, direte voi, tuttavia vi ricordo che la politica del qualcosismo ci ha ridotto in questo stato, sottraendoci sempre maggiori risorse e forse i bambini che avranno finalmente gli asili saranno i nipoti di quelli attuali”.

Insomma, – ha proseguito la giovane candidato Sindaco – vent’anni per vederne definiti solo due – di Lep – e pochi mesi per dar corso all’Autonomia Differenziata di Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna. Questa è la differenza, la discriminante delle politiche governative ai danni del Mezzogiorno”, per poi concludere,Questa è la (s)fortuna di avere una ministra per il Sud che sottrae 90 ai meridionali dal Pnrr, si batte per due soli fabbisogni da qui a 10 anni e vuole anche farci credere che sta lavorando per noi. Cara ministra, forse è meglio che non lavori così tanto, temiamo possa fare danni maggiori!



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