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19 Giugno, 2024

Orwell, “1984”, l’annichilimento dell’indipendenza individuale



Recensione di Angelica Cimmino – Liceo Scientifico “Brunelleschi” di Afragola 

Il romanzo 1984 dell’autore inglese George Orwell viene pubblicato per la prima volta l’8 giugno 1949 ed è ambientato in un mondo distopico, in cui il potere è nelle mani del Partito, l’unico partito esistente. Il protagonista Winston Smith vive o meglio “sopravvive” a Londra. Non si può parlare, infatti, di vita o di indipendenza del singolo poiché ogni forma di privacy è costantemente violata dai “teleschermi”, ossia da televisori muniti di telecamera installati nelle case dei membri del Partito. Ogni singolo atto ritenuto dissidente viene gestito dalla Psicopolizia ed ogni documento viene costantemente aggiornato dal Ministero della Verità, sede lavorativa del nostro personaggio principale, per adattarsi alla verità del momento e cancellare ogni linea di pensiero non affine a quella ufficiale. Anche la storia, a nostro giudizio immodificabile, può essere cambiata a seconda delle necessità e può diventare specchio di una società che diventa l’unico modello disponibile agli occhi di chi ci vive. L’unica linea di pensiero, più o meno comune, è una forma di doppio pensiero denominata “doublethink” (in lingua originale) basata sull’accettazione di un concetto e del suo opposto indipendentemente dalla propria opinione e sul rifiuto di ogni prova che possa portare ad una negazione del concetto stesso. Ad esempio sarà il protagonista stesso a mettere in evidenza l’incongruenza tra i suoi ricordi sulla guerra passata e ciò che il Partito voleva che si sapesse. È così che la guerra diventa pace, l’ignoranza forza, la libertà schiavitù, la menzogna diventa verità e la verità non è altro che la verità di qualcuno che nessuno conosce e che si nasconde dietro il nome di “Grande Fratello”.

Winston rappresenta l’inadeguatezza di chi non riesce ad accettare che nulla è più sotto il controllo del singolo e si fa carico di una prima forma di ribellione scrivendo un diario personale, attività assolutamente vietata dalle leggi del Partito. La sua ribellione si concretizzerà poi nell’amore per Julia, sua collega di lavoro, e nella sua adesione alla “Fratellanza”, un’organizzazione clandestina opposta al regime.

Tuttavia il romanzo culmina e termina, dopo una serie di processi di tortura fisica e psicologica, con il protagonista che rifiuta ogni forma di dissenso e idolatra la figura del Grande Fratello. La genialità e l’attualità di Orwell, di cui probabilmente egli stesso non era ancora consapevole durante la sua vita, risiede nella sua capacità di aver offerto una potente riflessione sullo sviluppo sociale e tecnologico delle società contemporanee. Le tecniche di controllo e persuasione trovano, anche se in misura più ristretta, forti parallelismi nella manipolazione che oggi avviene attraverso il mondo mediatico e digitale. Winston, nonostante i suoi tentativi di ribellione, sarà sempre una vittima incompresa di un sistema che non può controllare in alcun modo e che lo schiaccerà dal punto di vista fisico, mentale, psicologico, culturale e sociale, tanto che diventa impensabile nel suo mondo avere altri interessi se non il servizio di un governo assolutamente totalitario.

Un altro aspetto fondamentale è la solitudine che caratterizza fortemente i personaggi del romanzo, che non possono avere rapporti personali che vadano oltre i limiti di ciò che è concesso; è il caso di Julia e del fallimento della relazione passionale e coinvolgente che si era creata tra i due amanti. Ogni possibilità di riscatto si trasforma in delusione e ciò è visibile in particolar modo nella figura di O’Brien, membro del Partito che si finge un oppositore del governo per intrappolare Winston e Julia con lo scopo di sottoporli a torture e violenza. Dunque, attraverso attività propagandistiche e sorveglianza costante, il Grande Fratello controlla ogni aspetto della vita e ricorre a mezzi di qualsiasi genere per affermare la propria ideologia, portando chiunque a perdere il proprio spirito critico e la propria essenza di individuo. 1984 dovrebbe portarci ad assumere la storia di Winston come un avvertimento per il presente ed il futuro e dovrebbe ispirarci a non perdere mai la nostra indipendenza di pensiero e di azione.

Recensione di Angelica Cimmino – Liceo Scientifico “Brunelleschi” di Afragola



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