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26 Febbraio, 2024

L’Antiquarium di Pompei. Reperti rubati, falsi e collezionismo, la mostra “Il Corpo del Reato”




L’Antiquarium di Pompei ospita una nuova mostra temporanea “Il Corpo del reato”. Costituita da reperti sequestrati a partire dagli anni ’60 in seguito ad appropriazioni illecite. Si tratta di circa 170 reperti che abbracciano un periodo che va dal VI secolo a.C. all’età romana conservati nei depositi di Pompei.

La mostra è visitabile fino al 27 agosto del 2017.

La razzia di reperti archeologici, è un fenomeno che ha trovato una stagione particolarmente florida negli anni ’70 e ’90. Alimentando prestigiose collezioni di musei internazionali come il Getty a Los Angeles e il Metropolitan a New York. Secondo solo al mercato della droga, quello dei falsi archeologici ed artistici è oggi un vero e proprio business. Le forze dell’ordine pongono un freno a questi fenomeni, lavorando alacremente, alti sono infatti i numeri dei sequestri ma forse non abbastanza da eguagliare le vendite e il commercio su mercati clandestini.

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Le opere esposte a Pompei provengono dal territorio vesuviano, Pompei, Gragnano, Sant’Antonio Abate e Boscotrecase. Alcuni reperti conservati a Napoli di cui non si conosce la provenienza. Insieme agli originali si trovano dei falsi fatti con il medesimo gusto dell’originale per soddisfare il compratore. Per lo più si tratta di oggetti trattati da piccoli trafficanti, destinati a piccoli collezionisti privati.

Nelle vetrine vasi apuli provenienti dalle necropoli della Puglia settentrionale, vasi da banchetto. Di alcuni dei reperti sono stati riconosciuti i pittori antichi, il pittore di Lucera e il pittore di Atene. Si tratta per lo più di oggetti di culto, cembali, oggetti sacri, strumenti per riti.

Gli oggetti selezionati in 45 lotti di sequestri custoditi nei depositi grazie al lavoro di Carabinieri, Magistratura e Guardia di Finanza.

È stato grazie all’ufficio Corpi di reato del Tribunale di Napoli che sono giunti i reperti a Pompei.



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