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28 Giugno, 2022

Addio all’insigne scultore Michele Mautone




Grande dolore ha suscitato, nei familiari e in quanti lo conoscevano, lo stimavano e gli volevano bene, la morte dell’insigne scultore Michele Mautone, avvenuta Mercoledì scorso, 4 Maggio. Era nato a Marigliano il 13 Novembre 1947. 

Formatosi nell’Accademia di Belle Arti di Napoli, poi docente al Liceo Artistico della stessa città, ha dedicato un impegno più che cinquantennale alla sua attività di scultore e di grafico con una vasta produzione di opere pubblicate in numerose e importanti mostre personali e collettive in varie città d’Italia, tutte con notevole successo di pubblico e accolte con giudizi lusinghieri da critici illustri quali Luigi Paolo Finizio, Vitaliano Corbi, Enrico Crispolti, Massimo Bignardi, Elio Galasso, Eduardo Alamaro, Michelangelo Giovinale.

A caratterizzare il percorso artistico di Mautone una costante, appassionata tensione euristica verso moduli espressivi innovativi rispetto a una tradizione mai rifiutata, anzi studiata con amore, ammirata e tenuta come punto di riferimento ineludibile, nonché una fervida fantasia ideativa e una scaltrita manualità realizzativa.

Muovendo i primi passi dalla cultura napoletana e avendo come modelli artisti già consolidati, soprattutto Augusto Perez, sviluppa, tra le molteplici e variegate esperienze attive nel panorama artistico del territorio,  un itinerario originale, personalissimo, che tocca alcune tappe prestigiose e significative: dalla decisione sperimentale dal 1979 di utilizzare il colore nella scultura alla più audace  sperimentazione dell’’83, quando ebbe l’intuizione di sostituire l’argilla, usata fino ad allora per modellare le sue opere, “con un impasto cementizio e di colori, realizzati su una struttura portante”, fino ad un’altra importante innovazione dopo il 1985 quando ogni scultura non si colloca più in uno spazio preciso ma “si libera – dichiara lo stesso autore – in un dialogo con più superfici. Riacquista una nuova tridimensionalità anche con l’apporto innovativo di materiali come legno e ferro che all’inizio sono appendici ai lavori in cemento colorato ma, in seguito, diverranno strutture portanti.”

Resta ancora oggi valido il giudizio di Vitaliano Corbi “…l’artista è riuscito a mettere a punto un linguaggio plastico indubbiamente efficace e insieme raffinato, per il modo in cui egli, con una personale ripresa dell’esperienza informale e con un piacere genuino dello sconfinamento oltre i limiti canonici della scultura, ha saputo far cadere dall’immagine ogni superficiale denotazione veristica e liberare, con l’energia interna della materia, una figurazione scabra ed essenziale.”

Parallela a quella di scultore e legata ad essa da un rapporto dialettico di interazione, l’attività grafico-pittorica di Mautone, Anche qui uno sviluppo progressivo e coerente. La semplificazione e la maggiore incisività del segno non contrasta, anzi accentua gli effetti dell’accensione fantastica già rivelata nell’immaginario plastico delle sculture, cui fa riscontro la sapiente parsimonia delle realizzazioni cromatiche, chiara spia di una personalità artisticamente matura.

Addio, dunque al maestro Michele Mautone e grazie per le preziose opere che ci ha lasciato. Con la sua morte si è spenta la sua vita terrena, non si è spenta certo la luce della sua arte che continua a risplendere, a dare un senso al nostro stare al mondo, a illuminare e rendere più sopportabili il dolore e il mistero della nostra vita e della nostra morte.

Giovanni Ariola



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