Sabato 6 giugno si è tenuta presso il Maschio Angioino di Napoli l’Assemblea nazionale dei Comitati per il ritiro di ogni Autonomia differenziata, l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti e del Tavolo NoAd, alla quale, o a titolo personale o in qualità di rappresentanti di 33 tra associazioni, partiti e sindacati, hanno partecipato più di 100 persone provenienti da 20 province di tutta Italia.
In occasione di tale Assemblea, che, grazie anche all’intervento di costituzionalisti, economisti, giornalisti e saggisti, ha di nuovo rimarcato il carattere eversivo dell’autonomia regionale differenziata, meglio conosciuta, si rimarca nel Resoconto, come “secessione dei ricchi” o “Spacca Italia“, il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha inviato i suoi saluti ed i suoi ringraziamenti ai Comitati ed al Tavolo NoAd per il “lavoro” e l'”impegno civico” da loro profuso nel corso degli ultimi anni nell’evidenziare le “criticità di quel progetto e a determinare un importante arresto del percorso avviato“.
Di seguito si riporta la versione integrale del messaggio inviato da Fico all’Assemblea NoAd di Napoli.
Rivolgo un saluto sincero a tutte e a tutti voi che oggi siete riuniti per discutere di temi fondamentali per il futuro del nostro Paese.
La difesa della Costituzione, l’uguaglianza dei diritti, la coesione sociale e territoriale e la piena attuazione dei principi repubblicani sono questioni che riguardano la qualità stessa della nostra democrazia. Sono valori che non appartengono a una parte politica ma rappresentano il patrimonio comune su cui si fonda la nostra convivenza civile.
È dentro questa cornice che in questi anni abbiamo sostenuto con convinzione un’opposizione chiara contro ogni forma di autonomia differenziata che rischi di aumentare le disuguaglianze territoriali e sociali. Siamo convinti che la sfida del Paese debba essere quella di garantire a tutti i cittadini gli stessi diritti fondamentali, indipendentemente dal territorio in cui vivono. Salute, istruzione, mobilità e accesso ai servizi essenziali devono continuare a rappresentare un patrimonio comune della Repubblica e non diventare elementi di differenziazione tra aree diverse del Paese.
L’opposizione di tanti cittadini, associazioni, amministratori, sindacati e realtà civiche ha contribuito a mettere in evidenza le criticità di quel progetto e a determinare un importante arresto del percorso avviato. Un risultato significativo che dimostra come la partecipazione democratica possa incidere realmente nelle scelte del Paese.
Ma, nonostante i risultati raggiunti, sarebbe un errore considerare conclusa questa battaglia. È necessario continuare a vigilare, a confrontarsi e a difendere i principi costituzionali che tengono insieme la nostra comunità nazionale, proprio come state facendo voi qui oggi. Perché l’unità della Repubblica non è soltanto un principio giuridico ma è la condizione che consente a ogni cittadino di vedersi riconosciuti gli stessi diritti e le stesse opportunità, da Nord a Sud.
Vi ringrazio per il lavoro che portate avanti ogni giorno e per l’impegno con cui continuate ad animare questo confronto. La partecipazione civica, la difesa dei diritti e la tutela dell’interesse generale sono una risorsa preziosa per la nostra democrazia e per il futuro dell’Italia.


