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4 Ottobre, 2022

Riconvertire l’agricoltura rinunciando ai pesticidi




In un approfondito articolo sulla rivista Micron, Cristina Da Rold ripropone il dibattito acceso in Italia, e non solo, sull’uso dei pesticidi. L’autrice evidenzia come su due cose è bene soffermarsi, per cominciare: l’Italia oggi è il secondo Paese europeo per uso di pesticidi e insetticidi e il quinto in Europa per uso di erbicidi.

In Italia il dibattito in merito è molto acceso. Da una parte c’è chi sostiene una necessaria e potente virata verso il biologico, o per lo meno verso un’agricoltura integrata su larga scala, e chi invece ritiene che una visione davvero pragmatica sulla situazione odierna a livello mondiale non possa basarsi su una scelta di questo tipo, ma che l’unica strada percorribile oggi per salvare davvero il pianeta senza morire di fame sia puntare sulle biotecnologie, che rendano le coltivazioni sempre più resistenti e meno bisognose di prodotti fitosanitari.



Secondo i dati FAO (Food and Agricolture Organization), nel nostro Paese nel 2015 si utilizzavano 62,3 mila tonnellate di pesticidi su una superficie coltivata stimata di 12,8 milioni di ettari, di cui 7 milioni di ettari di seminativi e 2,3 milioni di coltivazioni legnose e agrarie. A cui si uniscono 7950 tonnellate di erbicidi e 6382 tonnellate di insetticidi.

Sul termine “uso” adoperato dalla FAO, però, è necessaria una precisazione importante: la definizione di useall’interno del database FAO è used in or sold in for crops and seeds, cioè a seconda del Paese ci si riferisce all’uso o alla quantità venduta. «Purtroppo nel caso dell’Italia di dati completi sull’uso preciso di queste sostanze non ne abbiamo» spiega Lucia Miligi, Responsabile del Centro Operativo Regionale dei tumori a bassa frazione eziologica presso l’Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica ISPRO di Firenze. «Ogni azienda per legge ha l’obbligo di tenere un proprio “quaderno di campagna”, dove devono essere annotate tutte le sostanze che vengono utilizzate all’interno dell’azienda.



Tutte le aziende hanno un quaderno di campagna, su cui vengono effettuati anche dei controlli, il problema è che non esiste un sistema che connette i quaderni di campagna di ogni azienda per poter fare delle statistiche. Una stima sull’uso di queste sostanze viene effettuata analizzando per esempio le acque in una data zona, ma non basta»

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