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18 Giugno, 2024

Napoli. “A scuola di legalità” progetto dell’istituto Andrea Doria: le parole non bastano fondamentale è l’agire.



Oggi si è chiuso a Piazza Italia, a Fuorigrotta, il progetto “A scuola di legalità” organizzato e portato avanti per mesi dall’Istituto Comprensivo “Andrea Doria”. L’ultimo, dei tanti appuntamenti, è stato l’inaugurazione della nuova fontana a Piazza Italia e della ristrutturazione della stessa alla presenza del sindaco Manfredi, del prefetto di Napoli Michele di Bari, del parroco di Nisida Don Fabio De Luca, della preside Albina Arpaia e degli alunni ed insegnati dell’Andrea Doria.

Questo progetto ha cercato di parlare ai bambini della “Legalità” nelle sue varie forme ed aspetti. Una parola “Legalità”, spesso difficile da spiegare, ma che le insegnanti e gli insegnati cercano ogni giorno di trasmettere attraverso le “parole della legalità”, scritte su un “albero” che cresce ed affonda le sue radici nella coscienza dei bambini, una “finestra” che affaccia su fiori che racchiudono parole come fiducia, libertà, rispetto, regoleperché la legalità è libertà.

Don Fabio, come parlare ai bambini ed ai ragazzi della legalità? –“È  fondamentale l’esempio perché parlare solo e poi non vivere, non ha senso. È importante rispettare le regole, ma fatto con gioia, con positività, sentendo che le regole servono a farci vivere bene, questo può essere il primo modo e anche quello più efficacie per educare alla legalità”. Con i ragazzi di Nisida come si fa a recuperarli? –“Con i ragazzi di Nisida ci vuole tanta pazienza, lì non si tratta solo di insegnare ma fargli capire che la vita che hanno condotto fino ad allora non è stata una vita bella, una vita piena, autentica ma tutt’altro. Poi devono imparare a vivere una vita nuova, un processo lungo e non immediato dove più mani dovrebbero aiutare per un loro recupero… non è semplice. Non è facile il recupero, perché devono rifiutare cos’è stata la loro vita, prendere le distanze da persone legate a loro, e capire e sapere che fuori c’è un’alternativa”.

Preside Arpaia, lei ha intrapreso con questo istituto un percorso, con una serie di appuntamenti che riguardano e parlano della legalità, cosa dire a questi bambini e ragazzi sulla legalità? –“La legalità non è solo un parola, ma va agita, cioè dobbiamo operare la legalità ciascuno con le proprie competenze e noi questo stiamo facendo a scuola con questo percorso. Stiamo facendo una serie di incontri con persone che non parlano solo di legalità ma la agiscono: dalle forze dell’ordine, ai vigili del fuoco, oggi abbiamo incontrato anche il sindaco. Il nostro messaggio è che la legalità si impara sui banchi di scuola, non si impara solo come concetto teorico ma si impara ad agire la legalità”. I bambini spesso hanno difficoltà a capire la parola legalità, qual è il passo ulteriore da fare? –“Il passo ulteriore che bisogna fare è collaborare con le famiglie, perché se a scuola si insegnano delle regole anche a casa dovrebbero vedere una legalità agita”.

Lei Linda Migliulo, vicepreside da anni in questa scuola, secondo la sua esperienza, anche di docente, come si può spiegare e trasmettere la legalità ai bambini? –“ Bisogna partire da piccoli, dobbiamo essere prima noi un modello di riferimento per loro ed istaurare un rapporto di fiducia, che noi siamo loro complici e che siamo dalla loro parte. Acquistando la fiducia nel rapporto di interazione tra insegnanti ed alunni possiamo crescere insieme e condurli per mano piano piano: loro devono acquisire uno stato di coscienza, rendendoli sensibili a ciò che li circonda. Il nostro obbiettivo è poi arrivare alle famiglie perché è fondamentale il loro apporto”. Come sono cambiati gli alunni nel tempo? –“Secondo la mia esperienza personale, molti mie ex alunni sono diventati poliziotti, carabinieri, forze dell’ordine questo per dire che forse abbiamo seminato bene tra loro: basta passare un credo, una serie di principi che devono acquisire e portare con loro, la lealtà ed il rispetto sono concetti fondamentali per raggiungere obbiettivi e traguardi importanti”.



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