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2 Luglio, 2022

Mare in Campania: il 97% delle acque sono balneabili




Il monitoraggio delle acque di balneazione in Campania effettuato nel 2021 ha confermato un risultato ormai consolidato negli ultimi anni, indicando che il 97% del litorale controllato dall’Agenzia ambientale regionale risulta balneabile. Ogni anno, da aprile a settembre, Arpac è impegnata in una serrata campagna di prelievi per monitorare la qualità delle acque ai fini della balneazione, effettuando 2.500 prelievi annui su circa 480 chilometri di costa. Il monitoraggio non include quella parte di costa campana (circa 60 chilometri) che in ogni caso, a prescindere dagli esiti dei prelievi, non può essere adibita alla balneazione perché ospita ad esempio porti, strutture militari, aree protette, foci di fiumi e canali non risanabili.

I dettagli di quanto emerso dall’ultima campagna di monitoraggio delle acque di balneazione in Campania è illustrato in un articolo a cura dei tecnici Arpac Lucio De Maio (dirigente UO Mare) ed Emma Lionetti, pubblicato sul sito del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (https://www.snpambiente.it/2022/01/12/mare-in-campania-il-97-delle-acque-sono-balneabili/). In estrema sintesi, emerge nell’arco di un anno una lieve flessione delle acque classificate come “eccellenti” (dal 90% all’88% della costa monitorata), a fronte di un lieve aumento delle percentuali di acque “buone” (dal 4 al 5%) e “sufficienti” (dal 3 al 4%). Stabile la porzione di costa considerata di qualità “scarsa” e dunque non balneabile (3%).

Come prevede la normativa, la classificazione, risultato dell’elaborazione statistica di quattro anni di campagne di monitoraggio, varrà a definire il quadro della balneabilità all’inizio della stagione balneare 2022 e potrà subire delle modifiche nel corso dell’anno in base ai risultati dei nuovi prelievi in programma. La Deliberazione di Giunta regionale n. 609 dello scorso 28 dicembre (Burc n. 1/2022) riporta nei dettagli gli esiti della classificazione (https://www.arpacampania.it/documents/20182/0/DELIBERA_DELLA_GIUNTA_REGIONALE_DIP50_4_N_609_DEL_28_12_2021/a989c867-cb3a-428e-ad05-b5bf461161f9).

Sul sito arpacampania.it, all’interno della sezione “Balneazione”, è disponibile una mappa interattiva che illustra punto per punto i risultati dei prelievi Arpac (https://portale.arpacampania.it/mappa-interattiva). Gli stessi risultati vengono diffusi attraverso un’applicazione per dispositivi mobili, l’app Arpac Balneazione, e le notizie salienti sono offerte anche sul profilo Twitter dell’Arpa Campania.

«La quantità di dati a disposizione di cittadini e operatori, che ben illustrano la qualità del mare campano», commenta il direttore generale Arpac Stefano Sorvino, «è il frutto del lavoro dei tecnici dei dipartimenti delle tre province costiere, nonché della UO Mare, una struttura peculiare dell’Arpa Campania che coordina le attività  a livello regionale assicurando l’omogeneità dell’azione svolta dai tre dipartimenti provinciali coinvolti  e ogni adempimento normativo a supporto delle competenze della Regione, oltre a gestire la flotta dei mezzi nautici che effettuano le attività di ispezione e prelievi in mare. Grazie anche a questo lavoro, i pregi della risorsa mare in Campania sono conosciuti e apprezzabili attraverso un sistema di controlli pienamente in linea con la normativa di settore, che delinea un quadro ampiamente positivo e ormai sostanzialmente stabile da cinque anni. Allo stesso tempo, sono sotto osservazione le residue criticità, sia quelle strutturali che quelle episodiche, criticità che per fortuna riguardano una parte minoritaria del litorale regionale».

«La lieve diminuzione, quest’anno, delle acque classificate come “eccellenti”», spiega il dirigente della UO Mare Lucio De Maio, «è stata probabilmente determinata da eventi piovosi, di breve durata ma intensi, verificatisi nell’arco dell’estate 2021, eventi che hanno messo localmente in crisi la rete delle acque pluviali in cui spesso sono convogliate anche le acque fognarie, nei sistemi cosiddetti “misti”. In caso di intense piogge, i tubi di “troppo pieno” possono così scaricare direttamente in mare le acque fognarie, bypassando i sistemi di depurazione, con conseguenti fenomeni di contaminazione temporanea di alcune porzioni di mare. Tuttavia i controlli non hanno mancato di evidenziare questi fenomeni e consentito di adottare divieti temporanei di balneazione».

 

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