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Lo sapevate che la Coppa del Mondo è prodotta in Italia?

La Coppa del Mondo di calcio fu creata dallo scultore Silvio Gazzaniga nel 1971, su commissione della Fifa, un anno dopo l’assegnazione definitiva (al Brasile, vittorioso nel 1958, ’62 e ’70) della Coppa Jules Rimet, che era stata intitolata al vecchio presidente dell’organismo mondiale fin dal 1930.

La Fifa, che era pronta da tempo all’ipotesi della creazione del nuovo trofeo, decise così di puntare sul lavoro dello scultore milanese, che fu scelto tra 53 opere diverse provenienti da tutto il mondo e esposte in un concorso internazionale.

Gazzaniga in un’intervista tanti anni fa disse che la coppa rappresenta la gioia e la grandezza dell’atleta nel momento della vittoria: sono presenti due atleti stilizzati, che esultano sorreggendo l’intero mondo.

 




La Coppa del Mondo è alta 36,8 centimetri, ha un diametro della base di appena 13 centimetri e pesa 6 chili e 175 grammi. Il trofeo è in oro massiccio a 18 carati, anche se internamente è vuoto. Il trofeo ha due bande di verde malachite semi-preziosa alla base e sotto il basamento sono incisi i nomi delle squadre che hanno vinto la coppa nella lingua dei campioni dal 1974 a oggi  e (l’originale) vale 130 mila euro circa.

La coppa è fabbricata a Paderno Dugnano (Milano) dalla Gde Licensee Bertoni ed è la stessa azienda alle porte capoluogo meneghino che si occupa del suo restauro dopo la premiazione. Un vero e proprio maquillage completo che avviene mediamente ogni quattro anni e che parte dall’incisione del nome dell’ultima Nazionale che ha vinto, fino al rifacimento di eventuali parti rovinate.

La Coppa Rimet fu messa in palio nove volte e la conquistò il Brasile, nella finale di Messico ’70 battendo l’Italia (entrambe avevano due vittorie a testa prima dell’ultimo atto). Questo trofeo invece appartiene solo alla Fifa e continua a passare da una squadra all’altra fino a quando non verranno riempiti tutti gli spazi possibili e cioè fino al 2038. Le squadre vincitrici in bacheca non mettono la coppa originale, ma una copia in metallo dorato, di fatto uguale all’originale, perchè rifinita con una copertura galvanica in oro puro.  Il trofeo autentico viene presentato durante la cerimonia d’apertura, torna in Svizzera durante la coppa prima di ritornare per la finale.



Il problema dell’incisione dei nomi delle squadre vincitrici si pose dopo il successo della Germania Ovest di Helmut Schoen che, nel ’74, fu la prima squadra ad aggiudicarsi il trofeo «italiano».

Nemmeno le copie possono essere riprodotte senza l’ok della stessa Fifa. L’azienda milanese dal 1998 (ossia dai Mondiali in Francia) realizza anche le medaglie che vengono consegnate ai calciatori delle squadre che salgono sul podio della rassegna iridata.

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