06272019In evidenza:

La “solitudine felice” delle Donne Priorità a sè stessi

Ad oggi siamo sempre più aggrappati all’idea di costruire una famiglia, una vita che ci regali la spensieratezza di non esser soli,questo accade frequentemente alle donne e tanto più a gli uomini. Si può affermare che il raggiungimento della felicità viene etichettato spesso come raggiungimento di uno stabile e solido nucleo famigliare creato da due o più persone.
Ma andiamo per gradi.
Si può essere felici da soli? Ebbene bisogna essere da prima felici in solitudine per poi poterlo essere in coppia, e sembra che le donne abbiano afferrato il concetto già da tempo in quanto risultano essere molto attaccate al raggiungimento dei propri obiettivi di carriera così come al proprio modo di reinventarsi ad ogni step raggiunto dalla loro crescita professionale, infatti aumentano le donne disposte a rinunciare ad i propri sogni da Cenerentola pur di vedere concretizzarsi i progetti sul futuro.
Dall’altra parte bisogna anche analizzare il pensiero di tutte quelle donne che tendono a non rimanere mai sole, quasi fossero alla ricerca spasmodica ed ossessiva di un partner con il quale poter dividere ogni grado di ansia e preoccupazione derivante da fattori interni alla vita quotidiana,esse,soggiogate dalla convinzione di poter “fare una bella figura” in ambito sociale ,tendono a limitarsi decidendo che “chiunque possa andar bene” , purchè questo qualcuno ci sia.

Da un lato la ricerca del proprio successo, dall’altra la ricerca della popolarità.
Parliamo della visibilità sociale e dalla competenza sociale, avere visibilità vuol dire essere notati per svariati motivi tra cui quello di avere un partner diverso in abbinato ad ogni borsa, avere competenza sociale invece è rapportarsi socialmente con una moltitudine di individui, senza però compromettere la propria personalità e mantenendo uno spessore sempre all’altezza del prorpio Io.
La conclusione che scaturisce da tutto questo è la vulnerabilità, secondo la quale ogni individuo è, e non è, cio’ che detesta, mutevolmente si è oggetto di dipendenza e dipendenza stessa, unica accortezza è mantenere sempre alto il rispetto per sè stessi.
Giulia Ventura
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