Campo (extra)large contro quella che l’economista Gianfranco Viesti, riferendosi all’autonomia regionale differenziata, ha definito la “secessione dei ricchi”? (Cfr. G. Viesti, Contro la secessione dei ricchi. Autonomia regionale e unitĂ nazionale, Laterza, Bari-Roma 2023)?
Stando a quanto riportato nel comunicato stampa emesso in data odierna dai Comitati No Autonomia differenziata sembrerebbe proprio di sì.
Infatti, nel suddetto comunicato viene riportato il punto 20 delle risoluzioni al Documento di programmazione della Finanza Pubblica (DPFP), in cui gli Onorevoli Maria Cecilia Guerra (PD), Daniela Torto (M5S), Marco Grimaldi (AVS), Davide Faraone (Italia Viva) e Riccardo Magi (+Europa) richiedono esplicitamente al Governo in carica di “[…] rinunciare all’attuazione dell’autonomia differenziata, al fine di preservare l’unitĂ e la coesione nazionale ed evitare l’ulteriore ampliamento delle disuguaglianze territoriali, nonchĂ© a garantire il rafforzamento degli investimenti nel Mezzogiorno, assicurando che la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza non determini una riduzione delle risorse pubbliche destinate al contrasto dei divari territoriali e allo sviluppo economico e sociale delle regioni meridionali, e a rifinanziare i principali fondi e misure di incentivazione destinati al Mezzogiorno, a partire dal Fondo perequativo infrastrutturale, assicurandone la piena operativitĂ e l’effettiva aggiuntivitĂ rispetto alla spesa ordinaria, con particolare attenzione alle infrastrutture, alla sanitĂ , ai servizi essenziali, all’occupazione e al contrasto dello spopolamento delle aree interne e dei comuni montani”.
Intanto, sabato 17 ottobre, a Roma, in occasione della manifestazione nazionale indetta dalla CGIL e dalla rete associativa La Via Maestra, manifestazione le cui parole d’ordine saranno Lavoro, Pace, Ambiente, Welfare, Costituzione, i Comitati No Autonomia differenziata lanceranno dal palco il loro appello affinchĂ© “tutte le forze associative continuino e rafforzino il loro impegno contro il disegno secessionista dell’Autonomia differenziata e per l’unitĂ della Repubblica. Donne e uomini di questo Paese esigono e meritano diritti per tutti/e, non privilegi per pochi“.


