Si apre una frattura all’interno del Partito Democratico di San Giorgio a Cremano. La capogruppo consiliare, Raffaella Iuliano, hai rassegnato con effetto immediato le proprie dimissioni dall’incarico, affidando a una dura lettera le ragioni di una scelta che evidenzia tensioni politiche e organizzative all’interno del gruppo consiliare. Nel documento indirizzato al Consiglio comunale, la consigliera attribuisce la decisione agli “ultimi accadimenti” e alle iniziative assunte dal segretario cittadino del PD, che ricopre anche il ruolo di consigliere comunale, insieme ad altri esponenti del gruppo, senza che vi fosse stata una preventiva convocazione nĂ© un confronto interno. Secondo Iuliano, tali modalitĂ operative avrebbero compromesso il necessario coordinamento tra i consiglieri e fatto venir meno le condizioni indispensabili per una collaborazione politica fondata sul dialogo e sulla condivisione delle scelte. Nella lettera emerge un forte richiamo al rispetto della collegialitĂ e dei ruoli istituzionali. La consigliera sottolinea come le decisioni riguardanti l’attivitĂ consiliare debbano essere assunte attraverso “un metodo improntato al confronto preventivo, alla partecipazione e al rispetto dei ruoli e delle prerogative di ciascuno”.
Particolarmente severo il passaggio in cui la ormai ex capogruppo denuncia quello che considera un progressivo svuotamento delle proprie prerogative. “Non ritengo politicamente accettabile che iniziative destinate a incidere sull’attivitĂ del gruppo consiliare vengano assunte al di fuori di un preventivo confronto”, scrive, sostenendo che tale metodo finisca per compromettere il principio di collegialitĂ e il ruolo stesso di coordinamento affidato al capogruppo. Ancora piĂą esplicite le parole con cui motiva la rottura: “Ritengo, inoltre, di non dover subire prevaricazioni nĂ© accettare modalitĂ di comportamento che, di fatto, mortificano il ruolo affidatomi e ne compromettono l’autonomia e l’autorevolezza”, afferma nella lettera di dimissioni. Per Iuliano, il rispetto dei ruoli non può limitarsi a un richiamo formale, ma deve tradursi in comportamenti concreti improntati alla correttezza e al riconoscimento reciproco delle responsabilitĂ politiche.
Le dimissioni vengono infine definite una scelta di “coerenza e di rispetto” verso il mandato ricevuto, il gruppo consiliare e i principi di “correttezza, lealtĂ e dignitĂ politica” che la consigliera afferma di aver sempre seguito nel proprio operato. La vicenda apre ora interrogativi sugli equilibri interni al Partito Democratico sangiorgese e sulle conseguenze politiche che questa decisione potrebbe avere all’interno della maggioranza cittadina.



