Nuovo allarme della Federcardio a tutela dei cittadini e della sostenibilità economica delle imprese della settore della sanità privata accreditata in vista della manifestazione nazionale di protesta promossa dall’Uap a Roma contro il nuovo ‘nomenclatore tariffario’. Il presidente Leonardo Di Maggio chiede immediate modifiche alle tariffe nazionali per il settore e rilancia la proposta alla Regione Campania per aiutare il sistema nel suo complesso
Domani, 9 settembre a Roma, la manifestazione di protesta dell’Unione nazionale ambulatori e ospedalità privata e di tutte le associazioni
Nuovo Sos del presidente di Federcardio, Leonardo Di Maggio, per tutelare i cittadini, ridurre le liste di attesa e contribuire alla sostenibilità economica delle imprese del settore pure in Campania in vista della manifestazione nazionale di protesta a Roma di domani, 9 settembre. “Anche il settore della cardiologia risulta uno dei più penalizzati e perciò interveniamo in questa battaglia” dice Di Maggio secondo il quale “è inaccettabile che una visita specialistica cardiologica di controllo costi 5,85 euro“ “Chiediamo l’eliminazione della prestazione 89.01.3 <Visita cardiologica di controllo, incluso ECG (89.52)> dal nomenclatore tariffario e la modifica della prestazione 89.7A.3 “ <Prima visita cardiologica, incluso ECG (89.52)>” cancellando la parola <Prima>” aggiunge Di Maggio che è anche vice presidente di Confesercenti Salute.
“Per quanto riguarda la Campania – evidenzia Di Maggio – Federcardio aveva proposto alla Regione di collaborare per ridurre le liste d’attesa ma non ha avuto finora riscontro. I cardiologi sono sempre pronti a collaborare con l’ente per sciogliere il nodo delle lunghe liste d’attesa. Come? Offrendo prestazioni cardiologiche nei propri ambulatori per classi di priorità Urgenti (U) e Brevi (B) per evitare la corsa ai Pronto Soccorso. Tutto tramite impegnativa del medico generico che prenota le visite sul Cup Regionale verificando le prime disponibilità utili”.
Di Maggio rilancia le proposte di Federcardio in vista della protesta nazionale in piazza delle imprese del settore contro il nuovo ‘nomenclatore tariffario” della specialistica ambulatoriale e della protesica. Servono modifiche urgenti secondo l’Uap (Unione nazionale ambulatori e ospedalità privata) che ha organizzato per domani una conferenza stampa (ore 11 al CEOforLIFE Clubhouse, Piazza di Montecitorio) e un’iniziativa di protesta nella Capitale. Saranno numerosi i rappresentanti della sanità privata accreditata che parteciperanno all’evento per dimostrare le proprie difficoltà in tutti i Comuni italiani. L’iniziativa, guidata dalla presidente Mariastella Giorlandino, mira a denunciare pubblicamente il testo del nuovo ‘Decreto Tariffe’. Nonostante il via libera della Conferenza Stato-Regioni e l’entrata in vigore fissata per il 21 settembre, l’Uap contesta le modalità istruttorie e il fatto che i rimborsi proposti non coprirebbero i costi reali delle prestazioni. Secondo l’associazione, l’adeguamento al ribasso o inadeguato di molte tariffe rischia di mettere in crisi le strutture sanitarie private accreditate, con conseguente travaso di milioni di pazienti sul sistema pubblico e allungamento delle liste d’attesa. “Se pubblico e privato investono entrambi in personale, tecnologie e strutture – ha detto Giorlandino – ma vengono programmati separatamente, sprechiamo capacità mentre il cittadino aspetta. Questa non è difesa del privato: è buona amministrazione della sanità pubblica”.


