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7 Agosto, 2026

Bourelly e Ruggiero: 118, adesso basta. Volontariato torni ad essere volontariato

Negli ultimi mesi il sistema dell’emergenza sanitaria territoriale è stato interessato da vicende che impongono una riflessione seria, libera da ideologie e da interessi di parte.
Da un lato, il tragico episodio verificatosi a Bologna, sul quale saranno le autorità competenti a fare piena luce, ha riacceso il dibattito sull’organizzazione del soccorso sanitario e sulla necessità di garantire ai cittadini il più alto livello possibile di assistenza.
Dall’altro, le numerose inchieste giudiziarie che stanno interessando gli affidamenti del servizio 118, da ultime quelle relative all’appalto dell’ASL di Caserta, delineano un quadro estremamente preoccupante.
Se le ipotesi investigative riportate dagli organi di stampa dovessero trovare conferma nelle sedi giudiziarie competenti, ci troveremmo di fronte a uno dei più gravi scandali che abbiano mai interessato il sistema dell’emergenza sanitaria italiana.
Non sarebbe soltanto un problema giudiziario.
Sarebbe il fallimento di un modello che, negli anni, ha progressivamente snaturato il significato autentico del volontariato.
Il volontariato rappresenta una delle più grandi ricchezze del nostro Paese. È fatto di altruismo, solidarietà, spirito di servizio e dedizione verso il prossimo.
Ma il volontariato non può e non deve trasformarsi in un modello imprenditoriale che sostituisce strutturalmente il lavoro sanitario professionale.
Quando si parla di emergenza sanitaria, di infarti, ictus, politraumi, insufficienze respiratorie e arresti cardiaci, non si parla di semplice trasporto di pazienti.
Si parla di medicina.
Si parla di competenze cliniche.
Si parla di decisioni che possono determinare la vita o la morte di una persona.
Per questo riteniamo che sia arrivato il momento di una riforma coraggiosa e non più rinviabile.
Il servizio sanitario di emergenza deve essere affidato a personale qualificato, formato, regolarmente assunto e stabilmente inserito nelle organizzazioni sanitarie, nel rispetto delle norme che regolano il Servizio Sanitario Nazionale.
Il volontariato deve tornare a svolgere il proprio ruolo naturale, straordinario e insostituibile di supporto alla comunità, senza essere utilizzato per sostituire in maniera permanente professionalità sanitarie che richiedono anni di studio, formazione, esperienza e responsabilità.
Le imprese sane del settore investono ogni anno risorse ingenti in mezzi, tecnologie, formazione, sicurezza sul lavoro, qualità dei servizi e personale regolarmente contrattualizzato.
Non è accettabile che tali realtà debbano confrontarsi con sistemi che, qualora fossero confermate le contestazioni oggetto delle indagini, avrebbero alterato il mercato, compromesso il principio della libera concorrenza e penalizzato chi opera nel pieno rispetto delle regole.
SERVE UN’OPERAZIONE VERITÀ SU TUTTO IL SISTEMA CAMPANO
Le vicende emerse negli ultimi mesi impongono una verifica complessiva dell’intero sistema degli affidamenti del servizio 118 in Campania.
Le indagini che hanno interessato l’ASL di Caserta rappresentano un fatto di estrema gravità e meritano il massimo approfondimento da parte della magistratura.
Allo stesso tempo, riteniamo che debba essere posta la massima attenzione anche alle procedure che riguardano altre Aziende Sanitarie della regione, tra cui ASL Napoli 1 Centro, ASL Napoli 2 Nord e ASL Napoli 3 Sud, affinché ogni affidamento avvenga nel pieno rispetto dei principi di legalità, trasparenza, imparzialità e libera concorrenza.
Con particolare riferimento all’ASL Napoli 1 Centro, dove è in corso il percorso per il nuovo affidamento del servizio, chiediamo che ogni decisione sia assunta con il massimo livello di trasparenza e con controlli rigorosi, anche alla luce delle vicende che stanno interessando il settore.
La fiducia dei cittadini nelle istituzioni passa anche attraverso procedure limpide, verificabili e pienamente rispettose delle regole.
CORTE DEI CONTI E TUTELA DELLE IMPRESE
Per tali ragioni chiediamo formalmente che, oltre al lavoro della Magistratura ordinaria, intervenga anche la Corte dei Conti, affinché verifichi l’eventuale sussistenza di un danno erariale derivante dall’utilizzo delle risorse pubbliche.
Qualora le ipotesi investigative trovassero conferma nelle sedi giudiziarie competenti, le Associazioni di categoria del settore valuteranno la costituzione di parte civile a tutela delle imprese sane che, per anni, hanno operato nel rispetto delle regole, investendo in personale, formazione, sicurezza, mezzi, tecnologie e innovazione, subendo eventualmente una concorrenza alterata.
Il danno che sarebbe stato arrecato al territorio sarebbe devastante.
Non si parlerebbe soltanto di un eventuale danno erariale, ma anche di un gravissimo pregiudizio per l’intero sistema economico locale, per le imprese che pagano regolarmente imposte e contributi, assumono lavoratori, investono nel territorio e garantiscono servizi sanitari di qualità.
Se quanto emerso dalle inchieste dovesse trovare conferma, ci troveremmo davanti a un danno economico e sociale che avrebbe compromesso per anni il corretto funzionamento del mercato, penalizzando le imprese serie e sottraendo opportunità di sviluppo e occupazione al territorio.
Per questo chiediamo che la Corte dei Conti, nell’ambito delle proprie competenze, eserciti ogni potere di verifica e, qualora venissero accertate responsabilità e sprechi di denaro pubblico, proceda con il massimo rigore al recupero di tutte le somme indebitamente disperse o utilizzate, affinché ogni euro eventualmente sottratto alla collettività venga restituito ai cittadini.
Ogni euro sottratto illegittimamente alla sanità rappresenta un euro sottratto ai pazienti, agli investimenti, ai servizi pubblici e alle imprese che operano onestamente.
IL FUTURO DEL 118
La salute dei cittadini non può essere oggetto di compromessi.
Occorrono trasparenza, controlli rigorosi, gare realmente concorrenziali e un sistema che premi competenza, professionalità e qualità dei servizi.
È giunto il momento di restituire al volontariato il suo ruolo autentico, prezioso e insostituibile, senza confonderlo con attività sanitarie che richiedono professionalità altamente qualificate.
La sanità d’emergenza è una funzione essenziale dello Stato e deve essere garantita da operatori sanitari qualificati, adeguatamente formati, contrattualizzati e organizzati secondo i più elevati standard di qualità e sicurezza.
Il tempo delle ambiguità è finito.

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