Altro che lupi di Wall Street: nessun piano da trenta milioni, solo un appartamento al secondo piano di una palazzina anonima di via Nazionale delle Puglie, a San Vitaliano, e un copione imparato a memoria. I Carabinieri hanno smantellato quella che sarebbe stata la base operativa di una banda di truffatori telefonici. Cinque uomini sono finiti in carcere.
Una palazzina come tante, voci cortesi al telefono
Dalla strada l’edificio non attirava l’attenzione: tapparelle abbassate, citofono muto. All’interno, di sera come a mezzogiorno, voci cortesi si presentavano prima come impiegati di banca e poi come carabinieri. Alle vittime dicevano: «Il suo conto è a rischio». Poi arrivava l’invito: «Segua le nostre indicazioni».
Il metodo: chiamare, convincere, incassare
Come nel film di Scorsese, il metodo si riassume in tre mosse: chiamare, convincere e incassare. Al gruppo bastava far leva sulla paura di perdere i risparmi di una vita.
Il copione della truffa: dal finto antifrode al finto maresciallo
Il primo a telefonare si fingeva operatore antifrode di un gruppo finanziario che gestisce i pagamenti digitali. Alla vittima diceva che qualcuno stava tentando di ordinare bonifici dal suo home banking. Una volta agganciato il «cliente», entrava in scena il finto maresciallo, che forniva le linee guida per mettere al sicuro i risparmi, nel corso di una telefonata presentata come valida quale denuncia. Poi arrivava la richiesta: «Esegua immediatamente un bonifico a questo IBAN».
L’irruzione dei militari di Castello di Cisterna
I militari del nucleo investigativo e della sezione operativa di Castello di Cisterna hanno fatto irruzione nell’abitazione e vi hanno trovato 5 uomini. Hanno sequestrato 22 telefoni, 20 sim, 3 notebook, un pos per pagamenti elettronici e un router. Tra gli ultimi colpi documentati c’è un movimento di quasi 50mila euro. La somma è stata congelata prima che potesse essere movimentata.
I cinque in carcere
Tutti e cinque sono stati arrestati e portati in carcere. Risponderanno di truffa aggravata.


