La progressiva desertificazione commerciale e produttiva di Ercolano desta crescente preoccupazione. A lanciare l’allarme è Ciro Iengo, che chiede alle istituzioni un piano straordinario per il rilancio di commercio, artigianato, agricoltura, attività produttive e turismo.
Corso Resina: 70 locali su 100 con le saracinesche abbassate
La situazione è particolarmente critica a Corso Resina, lungo l’asse che collega il Parco Archeologico di Ercolano alla Reggia di Portici. Secondo le ricognizioni effettuate sul territorio e riportate da Iengo, su circa 100 locali commerciali ben 70 avrebbero le saracinesche abbassate. Il dato evidenzia le difficoltà delle attività economiche locali e le ricadute sulle prospettive occupazionali.
«Non possiamo assistere passivamente alla chiusura delle attività commerciali e all’impoverimento del nostro tessuto produttivo. Ercolano possiede un patrimonio archeologico, storico, culturale, paesaggistico ed enogastronomico straordinario, ma questo potenziale deve tradursi in opportunità concrete per le imprese, i lavoratori e soprattutto i giovani. È necessario passare dalle parole ai fatti. Per questo ho anche preso parte ad incontri per il DUC Distretto Urbano Commercio dando un contributo operativo nella speranza che possa essere rilanciato il tessuto economico locale», dichiara Ciro Iengo.
La richiesta: un Tavolo Tecnico permanente
Iengo ha chiesto al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio comunale di Ercolano, insieme agli organismi competenti della Regione Campania, di avviare un confronto urgente per istituire un Tavolo Tecnico permanente per il rilancio economico e produttivo della città. La proposta prevede il coinvolgimento di istituzioni, associazioni e operatori economici.
Le cinque priorità della proposta
- sostegno all’agricoltura e all’agroalimentare locale;
- recupero dei locali sfitti e contrasto alla desertificazione commerciale;
- tutela dell’artigianato e delle botteghe tradizionali;
- accesso al credito, semplificazione amministrativa e attrazione di investimenti;
- valorizzazione del turismo, della cultura e dell’ospitalità.
L’obiettivo è mettere in rete le eccellenze del territorio, favorendo nuove aperture commerciali, occupazione e investimenti.
«Agricoltura, commercio, artigianato, cultura e turismo non possono procedere separatamente. Devono diventare parti di un unico progetto di sviluppo, sostenuto da una programmazione seria, obiettivi chiari e tempi certi», sottolinea Iengo.
Dal Pomodorino Day 2026 a un progetto stabile
In questo percorso si inserisce l’esperienza del Pomodorino Day 2026 – Ercolano Km 0, insieme alle iniziative promosse da ARTESA e dalle organizzazioni coinvolte. Hanno evidenziato il valore della collaborazione tra istituzioni, imprese, associazioni, produttori e cittadini.
«Dobbiamo trasformare queste esperienze in un progetto stabile, capace di valorizzare le produzioni locali e restituire fiducia agli operatori economici», aggiunge Iengo.
«Cibo, Territorio, Accoglienza ed Ospitalità fanno ricca una Città»
La proposta si fonda su un principio che vuole diventare una linea guida per il futuro della città: «Cibo, Territorio, Accoglienza ed Ospitalità fanno ricca una Città – La Rinascita!!!»
«La nostra non è una semplice denuncia, ma una proposta costruttiva. Chiediamo al Comune di Ercolano e alla Regione Campania di raccogliere questo appello e avviare un confronto in tempi brevi. La rinascita economica e produttiva deve diventare una responsabilità comune, per evitare di perdere altre attività, competenze e occasioni di crescita», conclude Ciro Iengo.
Iengo resta in attesa di un riscontro da parte dell’Amministrazione comunale e della disponibilità a concordare una data per l’incontro istituzionale richiesto.


