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23 Febbraio, 2024

SONO UNA DONNA E SCELGO LA VITA. 25 novembre convegno e marcia a Pollena Trocchia contro la violenza sulle donne.




Donna come un mazzo di fiori, quando è sola ti fanno fuori, Donna, cosa succederà, quando a casa non tornerà” canta da anni la canzone di Mia Martini, ma poco è cambiato ed è sempre attuale: si contano, dall’inizio dell’anno, 106 omicidi di donne vittime di violenza da parte di uomo che è o era un compagno.

Il 25 novembre è la giornata che ricorda le donne vittime di violenza ma non basta ricordare un solo giorno è fondamentale che questi discorsi vengano fatti a tutti maschi e femmine ogni giorno, in qualsiasi contesto soprattutto in famiglia. In tutti i comuni, paesi e città si ricordano le vittime in questo giorno, ma ci sono persone, donne, associazioni che si ricordano di queste donne ogni giorno e le aiutano come Annamaria Romano di Pollena Trocchia che combatte questa guerra sul territorio da anni, con la sua associazione “Graffito d’Argento”. Per questo 25 novembre, ha organizzato un convegno ed una marcia a cui hanno partecipato donne, uomini, istituzioni e famiglie, che è termina alla panchina rossa vicino ala comune di Pollena Trocchia.

-“Ognuno di noi deve portare un messaggio breve e concreto, non servono mille parole serve dire BASTA, DENUNCIA, aiutare chi chiede aiuto”. Ci dice Annamaria Romano –“Le donne devono avere la capacità di denunciare, devono avere dentro di loro la forza di dire BASTA E’ FINITO IL RAPPORTO, NON VADO ALL’ULTIMO APPUNTAMENTO. Si deve dire VOGLIO ANDARE AVANTI PERCHE’ SONO UNA DONNA E VOGLIO LA VITA”, queste le parole di chi combatte ed ha esperienza con queste situazioni da 15 anni.

Tra i presenti c’era anche la testimonianza di una donna, una guerriera, Maria Filosa, figlia di una donna vittima della mano omicida del padre, una donna che ha lotta per lei, sua sorella, la sua famiglia ed i suoi figli, ed ancora oggi lotta per loro. –“Stasera siamo qui per ricordare le vittime tutte, non solo del nostro territorio, ma tutte le vittimeci dice. –“Mia madre è morta a 21 anni assassinata mio padre, da allora ho sempre avuto il bisogno di far prevalere il nome di mia mamma. Quasi 39 anni fa non si sentiva tanto parlare di femminicidio, più di violenza domestica che di omicidio. La cosa che mi ha spinto ad appoggiare Annamaria nel suo progetto è quello di aiutare le donne, tante donne e a far scuotere le coscienze degli uomini, perché sarebbe un messaggio forte se tutti gli uomini facessero una marcia per le donne. Al primo schiaffo, alla prima violenza, persuasione psicologica bisogna dire NO, ANDARE VIA E DENUCIARE. Perché la violenza psicologica anche attraverso la persuasione, non fare questo perché siamo insieme, non uscire con quell’amica perché non mi piace, questi sono i primi segnali. Una coppia è una coppia ma ognuno è una persona singola: io sono una donna una persona con i suoi valori, tu sei un uomo con i tuoi valori. Giulia come le altre vittime sono solo un numero ormai, la violenza che si sta scatenando sulle donne è assurda. Perché dobbiamo avere paura di mostrarci? Perché dobbiamo avere paura di mostrare la nostra bellezza? Perché dobbiamo avere paura di chi ci sta di fronte? Noi come le nostre figlie. Perché dobbiamo avere paura di essere libere?”. E continua –“La famiglia è fondamentale in questo percorso se un figlio sbaglia va fermato anche contro se stesso, perché una madre è capace di tutto”.

Era presente anche Tiziana Fedele, avvocato penalista, che si occupa da tempo di queste situazioni di violenza. –“Io dico DENUNCIATE. È fondamentale denunciare, lo stato interviene, con la nuova legge le pene sono più immediate e severe, inoltre esistono associazioni, centri antiviolenza, strutture preposta per la difesa ed il reinserimento della donna e dei figli in altri contesti. Bisogna avere fiducia nelle forze dell’ordine e nella procura”.

Il sindaco di Pollena, Esposito, un uomo tra le donne in questo convegno. –“E’ fondamentale denunciare la violenza sulle donne, ma non solo è fondamentale denunciare qualsiasi forma di violenza. È fondamentale non farne una questione di genere per non mettere l’uomo e la donna su due livelli diversi. UOMO E DONNA SONO ALLO STESSO LIVELLO NE SUPERIORE, NE INFERIORE. Questo è fondamentale per combattere il concetto di diversità negativa tra uomo e donna. E poi un lavoro fondamentale va fatto nelle famiglie, parlare con i figli, capire quali sono le prime avvisaglie perché sicuramente ci sono, distinguere i ruoli”, continua –“Le porta del comune, degli assessorati sono aperti a tutti: gli uomini e le donne che hanno bisogno di aiuto, perché una soluzione si trova sempre”.

L’assessore alle pari opportunità Carmela Filosa –“Le mie porte sono sempre aperte. Un ruolo fondamentale in tutto questo lo ha la famiglia. Lo dico da madre ed insegnante che oggi più che mai si ha un abbassamento dell’età di coloro che commettono una violenza su una donna. Prima si parlava di violenza domestica, familiare, casi estremi in coppie consolidate, ed invece oggi anche i ragazzi commettono questi atti di violenza. Parlarne a scuola è importante e fondamentale ma se tutto non parte dalla famiglia è inutile, soprattutto perché c’è una delegittimazione del ruolo istituzionale della scuola”.

Era presente anche l’assessore all’ambiente Ilenia Terracciano, una giovane donna di 22 anni, che dice –“Sono rimasta molto colpita dalla morte di Giulia, una ragazza della mia età, aveva tutta la vita davanti. Le raccomandazioni prima di uscire, di stare attente vengono fatte soprattutto a noi ragazze, ma è fondamentale che i genitori educhino i loro figli maschi alla non violenza, non basta ricordarlo il 25 novembre deve essere ricordato tutti i giorni”.



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