Se un cronista deve essere chiaro, uno scrittore deve sentire. E a volte, per raccontare una storia, bisogna entrarci dentro. Non basta dire che i Carabinieri hanno sequestrato una piccola piantagione di cannabis. Bisogna tornare indietro, all’inizio della scena.
L’ora d’oro e una porta che si apre
Sono le 20. Ultimi minuti di sole. I fotografi la chiamano ora d’oro: luce morbida, senza ombre.
I militari della sezione operativa di Torre del Greco bussano alla porta di un 48enne, volto già noto. La porta si apre su un corridoio stretto, pavimento pied‑de‑poule alla Escher. Sulla destra uno stendino con la “biancheria” e, sulla parete giallastra, frasi confuse su passato, presente e futuro.
Macchie scure. Bruciature. Cartoni. Un compressore con una molletta rotta. Una sola ciabatta appoggiata sopra.
Un appartamento che racconta
Nel bagno: un parafango d’auto, l’oblò di una lavatrice, due lavatrici logore, una scopa arresa sul pavimento.
In camera da letto: un lampadario senza lampadina, la catena troppo lunga, quasi ad altezza bambino. Sedie rotte, scatoloni, un materasso nero, un armadio senza ante. Dentro, un abito dal taglio spagnoleggiante, fuori posto come un ricordo dimenticato.
La sorpresa in cucina
La sorpresa è in cucina. Una serra indoor completa, piccola ma attrezzata: illuminazione artificiale, areazione, irrigazione. Dieci piante di cannabis in crescita.
Il 48enne ha tutto ciò che serve per produrre e conservare marijuana. Tra barattoli di pelati e sughi pronti, i Carabinieri trovano anche materiale per il confezionamento e la pesatura.
L’arresto
L’uomo viene arrestato per detenzione e coltivazione di droga a fini di spaccio. Resterà in quella stessa casa, agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio.


