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Scuola: obbligatorio il consenso dei due genitori anche per gite e sport

Il ministero ha sottolineato la necessità del consenso delle famiglie per la partecipazione dello studente: senza firma di mamma e papà il ragazzo viene esonerato, tutto ciò che arriva ai ragazzi, al di fuori dei programmi strettamente scolastici, deve essere approvato dai genitori.

La circolare diramata agli uffici scolastici regionali riguarda il Pof (piano dell’offerta formativa) triennale nel quale, già prima dell’iscrizione dovrà essere esplicitato il consenso delle famiglie alla partecipazione dei ragazzi alle varie attività extracurricolari.

In particolare si tratta, come spiega il Messaggero, di essere informati anche di eventuali corsi legati alla salute, alla psicologie e alle lezioni legate al bullismo e alla violenza di genere che spesso sono state criticate dai genitori che hanno indetto il “Family Day”.




Ora, invece, non sarà più così, a dispetto delle proteste dei sindacati della scuola che hanno chiesto un incontro col ministro Bussetti per avviare un confronto “su questa circolare, i cui contenuti rischiano di essere lesivi dell’autonomia professionale dei docenti e dell’autonomia scolastica, entrambe costituzionalmente garantite”, scrivono in una nota Francesco Sinopoli della Flc Cgil, Maddalena Gissi della Cisl scuola e Pino Turi della Uil scuola.

“Le procedure di definizione dell’offerta formativa sono fortemente democratiche e partecipative, richiedono la delibera del Consiglio di istituto e un’ampia fase di consultazione e proposta anche nei consigli di classe”, sottolineano i sindacalisti che vedono nel Pof  “il momento più alto di espressione dell’autonomia scolastica”.

Infine, Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale dei presidi: “Se la scuola decide di trattare, ad esempio, l’educazione sessuale durante l’ora di scienze curricolare e la inserisce nel piano triennale dell’offerta formativa, i ragazzi seguiranno queste lezioni senza possibilità di essere esonerati. Se invece si tratta di un’attività extracurricolare, quindi facoltativa, la famiglia può decidere di non far partecipare lo studente”.

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