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20 Ottobre, 2021

Elena Coccia: “Autonomia differenziata è secessione dei ricchi. Prossimo Sindaco dica no”




L’autonomia differenziata è un progetto politico non sostenibile. Una vera e propria secessione dei ricchi, finalizzata ad aumentare le disuguaglianze territoriali e, quindi, il divario tra il Nord e il Sud attraverso l’afflusso di maggiori risorse nelle Regioni più sviluppate col federalismo fiscale”.

Questo quanto dichiarato Elena Coccia, candidata al Consiglio comunale di Napoli e capolista di “Alessandra Clemente Sindaco”, consigliere della Città metropolitana di Napoli con delega all’Attuazione dello Statuto e allo Sviluppo attraverso la Cultura, intervenuta ieri all’iniziativa “Autonomia differenziata: ci risiamo!”, alla quale ha preso parte anche Alessandra Clemente, candidata sindaco di Napoli.

In una società che nasce da principi costituzionali improntati alla solidarietà e all’eguaglianza – ha proseguito Coccia – è fondamentale che lo Stato assicuri a ciascuno la soddisfazione dei propri bisogni. Il progetto di autonomia differenziata portato avanti dalle Regioni più ricche del Nord Italia, in particolare Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, contraddice questi principi. Le ricadute dell’autonomia differenziata al Sud sarebbero gravissime: immaginiamo cosa potrebbe accadere in settori nei quali il divario con le regioni del Nord è già molto ampio, come istruzione e sanità. Il nostro territorio verrebbe ulteriormente desertificato da una fuga di cervelli che è uno dei problemi endemici del Mezzogiorno”.

Già oggi, senza autonomia differenziata, – ha concluso Coccia – dobbiamo sopportare una ripartizione dei fondi per il riequilibrio territoriale che appare quantomeno inspiegabile e rivolta, più che a combattere le disparità, a mantenere intatti gli squilibri. L’unica coalizione che può esprimere una posizione coerentemente contraria a questo progetto antimeridionale è quella che sostiene Alessandra Clemente. Nelle altre vedo solo confusione e contraddizione, se non aperto sostegno a questo sciagurato disegno politico. Il prossimo sindaco di Napoli deve impegnarsi a contrastare l’autonomia differenziata: vediamo chi lo farà e chi invece se ne laverà le mani in maniera pilatesca, senza considerare che le ricadute avverranno sulla pelle delle persone e dei loro diritti”.



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