Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani interviene nel dibattito pubblico sulla scuola, denunciando la persistenza di narrazioni semplicistiche che riducono la professione docente a stereotipi, come quello dei presunti “tre mesi di vacanza”. Una rappresentazione che, secondo il CNDDU, non è solo inesatta, ma rivela una difficoltà culturale nel riconoscere il valore della funzione educativa in una società democratica.
Una professione complessa, ben oltre le ore di lezione
Il Coordinamento sottolinea che ogni comunità definisce le proprie priorità anche attraverso il linguaggio con cui descrive le professioni strategiche. Ridurre il lavoro dell’insegnante al conteggio delle ore di lezione significa ignorare la complessità di un ruolo fondato su:
- progettazione didattica
- ricerca educativa
- valutazione
- formazione continua
- corresponsabilità con le famiglie
- accompagnamento umano e culturale degli studenti
La lezione è solo la parte visibile di un’attività che richiede studio costante e aggiornamento metodologico.
La scuola di oggi: disuguaglianze, disagio, digitale, pluralità culturale
Il CNDDU evidenzia come il contesto attuale renda ancora più evidente la complessità del lavoro docente. Gli insegnanti affrontano quotidianamente:
- disuguaglianze educative crescenti
- disagio psicologico degli adolescenti
- impatto delle tecnologie digitali e dell’IA
- pluralità culturale
- disinformazione e linguaggi d’odio
- forme di discriminazione
In questo scenario il docente non trasmette solo contenuti, ma esercita una funzione di mediazione culturale, promuove pensiero critico ed educa alla cittadinanza democratica, rendendo concreti i principi della Costituzione e delle Carte internazionali sui diritti umani.
Normativa e contratto: nessuna “vacanza di tre mesi”
Il Coordinamento richiama anche il quadro giuridico: la sospensione delle lezioni non coincide con la sospensione del servizio. Il lavoro docente comprende:
- progettazione
- scrutini
- esami di Stato
- attività collegiali
- formazione obbligatoria
- rapporti con le famiglie
- predisposizione dell’anno scolastico successivo
Il periodo di ferie è regolato dal Contratto Collettivo Nazionale, come per tutti i lavoratori pubblici.
Retribuzioni inferiori alla media europea
Il CNDDU richiama inoltre le comparazioni internazionali: le retribuzioni dei docenti italiani restano inferiori rispetto a molti Paesi europei, mentre le responsabilità aumentano. A ciò si aggiunge il costante investimento personale degli insegnanti in:
- testi
- strumenti digitali
- materiali didattici
- formazione
Svalutare la professione docente significa indebolire il capitale umano da cui dipendono innovazione, produttività e coesione sociale.
Costituzione e diritti umani: la scuola come pilastro democratico
Gli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione attribuiscono alla scuola una funzione decisiva nel promuovere uguaglianza sostanziale, libertà dell’insegnamento e diritto universale all’istruzione. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e l’Agenda 2030 ribadiscono che un’educazione di qualità è essenziale per società pacifiche e sostenibili.
La professionalità docente è lo strumento attraverso cui questi principi diventano realtà.
“Serve un discorso pubblico più serio sull’educazione”
Il CNDDU invita a superare le contrapposizioni sterili e a recuperare profondità culturale, rigore scientifico e responsabilità istituzionale nel parlare di scuola.
Svalutare il lavoro educativo:
- impoverisce il capitale culturale della comunità
- indebolisce il patto di fiducia tra scuola e società
- rende più difficile affrontare le sfide del presente
Riconoscere il valore della professione docente significa invece investire nella qualità della democrazia, nella tutela dei diritti umani e nella costruzione di una cittadinanza responsabile e solidale.


