La scelta di affidare a Napoli Servizi il ruolo di centrale di committenza per la gara dei rifiuti di San Giorgio a Cremano, dal valore stimabile di quasi 30 milioni di euro, apre una serie di interrogativi sulle responsabilità e sugli obblighi dell’amministrazione Carbone. Una questione che assume particolare rilevanza alla luce delle recenti notizie sulla situazione economico-finanziaria della società partecipata del Comune di Napoli.
Come riportato da Fanpage, Napoli Servizi ha chiuso il bilancio 2025 con una perdita di circa 2,2 milioni di euro. A giugno 2026, inoltre, ha avviato una procedura fino a 100mila euro più IVA per individuare tre dirigenti e tre quadri. Una situazione sulla quale lo stesso Comune di Napoli avrebbe manifestato preoccupazioni, chiedendo chiarimenti sull’andamento gestionale e sui controlli relativi a gare e appalti.
Questi elementi non costituiscono automaticamente un impedimento giuridico a svolgere il ruolo di centrale di committenza, ma rappresentano circostanze che meritano un’attenta valutazione da parte dell’ente che intende avvalersi dei suoi servizi. La questione principale riguarda la qualificazione. Il Codice dei contratti pubblici, agli articoli 62 e 63 del D.Lgs. 36/2023, prevede che le centrali di committenza siano qualificate da ANAC in relazione agli importi delle procedure gestite. Per un appalto di servizi da quasi 30 milioni di euro occorre verificare il possesso del livello avanzato SF1, senza limiti di importo. Un requisito che il Comune deve accertare documentalmente prima di procedere. La qualificazione formale, poi, non esaurisce gli obblighi dell’amministrazione. Il Comune di San Giorgio a Cremano deve verificare l’effettiva disponibilità di personale competente, l’esperienza nella gestione di appalti analoghi, l’organizzazione degli uffici e la capacità di garantire correttezza, trasparenza e rispetto delle scadenze.
C’è inoltre un altro aspetto fondamentale: affidare a una centrale di committenza la gestione della procedura non significa trasferirle tutte le responsabilità dell’appalto. Il Comune resta responsabile delle proprie scelte amministrative, della programmazione, della definizione del servizio, del capitolato, delle risorse economiche e, secondo la ripartizione stabilita nella convenzione, del controllo sull’esecuzione del contratto.
Dopo il mancato rispetto dei tempi da parte della Stazione unica appaltante della Città Metropolitana, l’amministrazione Carbone ha cercato una soluzione alternativa. Ma perché proprio Napoli Servizi? Quali verifiche sono state effettuate? Sono state confrontate altre possibilità? La situazione della società, gravata da perdite importanti, è stata oggetto di analisi approfondita ? Sono tutte domande che meritano risposte per garantire cittadini e contribuenti. Una gara da svariati milioni di euro interessa un servizio essenziale per la città e impegna risorse pubbliche per diversi anni. Per questo il Comune non può limitarsi a individuare un soggetto disponibile a gestire la procedura: deve dimostrare di averne valutato ogni aspetto, compreso quello di tenuta economico-finanziaria.



