San Giorgio a Cremano, conti sotto stress tra cassa ridotta, debiti e passività

0
81 views

Una cassa che nel 2025 si è fermata a poco più di 741mila euro, oltre 33,7 milioni di euro di anticipazioni di tesoreria utilizzate nello stesso anno, residui passivi per circa 31 milioni e più di 37 milioni accantonati nel Fondo crediti di dubbia esigibilità. È la fotografia dei conti del Comune di San Giorgio a Cremano che emerge dai rendiconti 2023-2025 e dal bilancio di previsione 2026-2029. Numeri che non certificano un dissesto, ma che raccontano una situazione finanziaria sottoposta a una forte pressione.

Il dato della liquidità è quello che più colpisce. Nel 2025 il Comune ha effettuato pagamenti per oltre 70 milioni di euro e ha fatto ricorso all’anticipazione di tesoreria per 33.752.037 euro, dopo i circa 22,3 milioni del 2023 e i 30,9 milioni del 2024. Una dinamica che il bilancio previsionale porta nel futuro: per il periodo 2026-2029 è infatti prevista la possibilità di ricorrere alla tesoreria fino a 50 milioni di euro.

A completare il quadro ci sono 8.922.316 euro di spese correnti non pagate al 2025 e circa 66 milioni di residui attivi, a fronte dei circa 31 milioni di residui passivi. Il Comune ha accantonato oltre 37 milioni di euro nel FCDE, il fondo destinato a coprire il rischio di mancata riscossione dei crediti.

Poi ci sono le partite pregresse che continuano a pesare sui conti. Il Consiglio comunale ha riconosciuto un debito fuori bilancio di 905.852,86 euro, cui si aggiungono interessi e 29.193 euro di spese legali, legato alla sentenza del Tribunale di Napoli n. 10754/2025 sui crediti relativi al servizio di igiene urbana ceduti a Galileo SPV 20.

Un secondo debito, di circa 492mila euro, riguarda invece la gestione della TARSU 2011-2012 e le sentenze della Corte dei conti n. 241/2024 e n. 189/2025. Nel 2011, a fronte di un dovuto di 1.220.055,40 euro, il ruolo emesso fu di 900mila euro, con un mancato riversamento di 216.421,46 euro. Nel 2012, su 909.534,60 euro di costo provinciale, furono riscossi 590.287,95 euro, ma ne vennero riversati soltanto 314.565,27, con uno scoperto di 275.722,68 euro.

E il capitolo delle passività non sembra destinato a chiudersi qui. Nel bilancio pluriennale sono previsti accantonamenti per ulteriori debiti fuori bilancio e contenziosi pari a circa 1 milione di euro nel 2026, 700mila nel 2027 e 400mila nel 2028.

La sfida politica e amministrativa, dunque, sarà soprattutto una: aumentare la capacità di riscossione e contenere il ricorso alla tesoreria. Per la sola TARI 2026 il Comune prevede di incassare circa 9 milioni di euro. È su questi numeri, più che sulle dichiarazioni politiche, che si misurerà la capacità dell’amministrazione di riportare i conti verso una maggiore stabilità.