San Giorgio a Cremano, al via la mensa scolastica ma le polemiche non si placano

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un momento della mobilitazione delle mamme davanti al comune

Dopo settimane di attesa, rinvii e proteste, la refezione scolastica è partita a San Giorgio a Cremano, ma il primo giorno di servizio sarebbe stato segnato da diversi problemi. In primis, i ritardi nella consegna dei pasti, poi addirittura presunti sprechi alimentari ed in generale disagi per i bambini. Le segnalazioni di diversi genitori, provenienti da alcuni plessi scolastici, raccontano una situazione (almeno per ora) preoccupante.

Alla ‘De Filippo’, nella scuola dell’infanzia, ad esempio, pare che il ritardo nella distribuzione dei pasti abbia costretto a lasciare nei vassoi secondo e contorno ed i piccoli di tre anni non sono riusciti a terminare il pranzo.

Problemi analoghi sarebbero stati riscontrati al plesso ‘Don Milani’, dove i pasti sarebbero arrivati in ritardo, con conseguenti impossibilità di completare il pranzo. Al ‘Troisi’, invece, le refezioniste si sarebbero fermate dopo un’ora, posizionandosi sull’uscio della porta mentre alcuni bambini stavano ancora mangiando. Da contratto del servizio appaltato, è bene specificarlo, un’ora è il tempo previsto per gli addetti alla refezione.

In generali, quelli di oggi sono episodi che, se confermati, sollevano molti interrogativi sull’organizzazione del servizio e sulla distribuzione e consumazione dei pasti. La refezione scolastica non può ridursi alla semplice consegna del cibo: deve garantire ai bambini il tempo necessario per mangiare serenamente, senza fretta e senza che alimenti pagati dalle famiglie finiscano nella spazzatura.

La vicenda riaccende le polemiche già emerse nelle scorse settimane, quando il Comune aveva annunciato diversi rinvii dell’avvio della mensa, inizialmente previsto per il 19 ottobre e poi per il 26, fino alla data del 28 ottobre. Le famiglie avevano chiesto garanzie e risposte concrete. Ora, con il servizio finalmente avviato, la richiesta è chiara: verifiche immediate, chiarimenti da parte dell’amministrazione Carbone e soluzioni concrete affinché il diritto dei bambini a un pasto adeguato non venga compromesso da ritardi e disservizi.

Nei giorni scorsi, Giuseppe Giordano, già assessore comunale al bilancio, scriveva su facebook: “Il servizio mensa e la tutela dei lavoratori della refezione scolastica devono essere una priorità concreta, non un impegno da rinviare. La refezione scolastica è un servizio essenziale per le famiglie, per gli studenti e per l’intera comunità. Soltanto il mese scorso è stata approvata una variazione di bilancio che ha destinato oltre 100.000 euro alla cultura, alle luminarie ed ad altre manifestazioni. Basterebbe utilizzare una parte di quelle risorse per garantire il buon funzionamento del servizio e i lavoratori anche negli ultimi due mesi di refezione del 2026. Sia ben chiaro: non si tratta di contrapporre il lavoro alla cultura, ma di stabilire oggi delle priorità: quando sono in gioco il funzionamento di un servizio essenziale e i diritti dei lavoratori, questi devono venire prima. Del resto, se ho letto bene, un incremento del 10% delle risorse sarebbe sufficiente a garantire il servizio per tutto il 2027, riconoscendo le canoniche 10 ore a settimana agli assistenti alla refezione. Considerando che la refezione scolastica si svolge per circa otto mesi all’anno, per coprire i due mesi rimanenti basterebbe una cifra pari ad appena un quarto di quell’incremento. E’ evidente che i fondi per farlo ci sono ora bisogna scegliere se utilizzarli per questo o per altro”.

Il gruppo ‘Futuro Nazionale – Futuro per San Giorgio’ ha inviato al Sindaco di San Giorgio a Cremano una richiesta urgente di chiarimenti sui gravi disservizi del servizio di refezione scolastica, segnalando i ripetuti rinvii e la mancata distribuzione dei pasti ad alcuni bambini nella giornata odierna. La comunicazione, trasmessa via PEC al Protocollo Generale del Comune, sottolinea la forte preoccupazione per quanto accaduto e sollecita un riscontro tempestivo da parte dell’Amministrazione.

Roberto Galdieri spiega: “Occorre chiarire le cause della mancata erogazione dei pasti e accertare eventuali responsabilità. Illustrare le verifiche effettuate sul gestore del servizio e i controlli previsti sul rispetto degli obblighi contrattuali. Indicare gli interventi immediati e le misure necessarie per evitare il ripetersi di episodi simili. Garantire alle famiglie informazioni puntuali e un servizio di refezione scolastica efficiente e affidabile. La tutela dei bambini e il rispetto dei loro diritti devono essere una priorità assoluta. Dopo i ritardi e i disagi già affrontati dalle famiglie, è indispensabile che l’Amministrazione intervenga con urgenza, fornendo risposte chiare e soluzioni concrete”.