SAN GIORGIO A CREMANO. 74euro sono una cifra modesta rispetto a un bilancio comunale da decine di milioni, ma la delibera con cui la Giunta Carbone ha autorizzato un prelievo dal fondo di riserva per interventi urgenti al Parco Bacci e al cimitero comunale offre uno spaccato dello stato finanziario dell’ente. L’intervento, per un importo complessivo di 74.050 euro, riguarda la messa in sicurezza di parti del complesso ERP Parco Bacci e il ripristino di infiltrazioni nel settore ampliamento del cimitero comunale. Il progetto nasce dopo sopralluoghi tecnici che hanno accertato il degrado di cornicioni, balconi e frontalini nel complesso residenziale pubblico e la presenza di infiltrazioni nei loculi cimiteriali, già segnalate dalla concessionaria Zeus S.c.s.
Fin qui nulla di straordinario. L’aspetto che merita attenzione è però di natura finanziaria. La stessa delibera ammette infatti che le somme stanziate per la manutenzione ordinaria risultano già impegnate e che le risorse residue non sono sufficienti per affrontare questi interventi urgenti. Per questo motivo l’amministrazione ha dovuto attingere al fondo di riserva previsto dal bilancio 2026.
Il fondo disponibile ammontava a 148.068 euro. Con il prelievo approvato ne vengono utilizzati 74.050, lasciando una disponibilità residua di appena 74.068 euro. In sostanza, con un solo provvedimento viene assorbito quasi il 50% dell’intera riserva finanziaria disponibile.
Il dato assume un significato particolare se incrociato con i numeri dell’ultimo rendiconto. Nel 2025 il Comune ha chiuso con un fondo cassa di appena 741 mila euro, ha utilizzato l’anticipazione di tesoreria per 346 giorni su 365, ha sostenuto oltre 452 mila euro di interessi passivi e presenta ancora 36,5 milioni di crediti da recuperare tramite l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il Fondo crediti di dubbia esigibilità ha inoltre raggiunto i 37,1 milioni di euro.
La delibera su Parco Bacci e cimitero non racconta solo una manutenzione urgente. Racconta un ente che continua a confrontarsi con un patrimonio pubblico bisognoso di interventi straordinari, con capitoli ordinari già saturi e con margini finanziari limitati. Non a caso il provvedimento richiama espressamente il rischio di responsabilità dell’amministrazione locale e di possibili richieste risarcitorie in caso di ulteriore rinvio dei lavori.
Il vero segnale che emerge dai documenti non è l’entità della spesa, relativamente contenuta, ma la necessità di utilizzare metà del fondo di riserva per far fronte a emergenze manutentive non più rinviabili, in un contesto già caratterizzato da tensioni di liquidità e da una crescente difficoltà nel trasformare i crediti iscritti a bilancio in risorse disponibili.



