San Giorgio a Cremano: dal 26 ottobre il bar Kornelia riapre, dopo la chiusura temporanea e lo strascico di polemiche da essa scaturite. La serranda, dell’attività commerciale in via Manzoni, si rialza dopo cinque giorni di chiusura imposti dall’ordinanza (284/2026) del Sindaco Michele Carbone. Al centro del provvedimento l’occupazione di suolo pubblico ritenuta eccedente rispetto all’autorizzazione concessa. Secondo il provvedimento, la contestazione riguarda alcuni metri quadrati occupati oltre i limiti autorizzati.
Sui social network, in questi giorni, oltre alla chiusura temporanea del bar, ha fatto discutere il manifesto affisso all’esterno del locale: rivolgendosi ai clienti, l’esercente ha segnalato quella che ritiene una decisione ingiusta. Così recita il manifesto: “Grazie alla cattiveria di alcune persone e alle decisioni prese dall’amministrazione comunale, il vostro Kornelia resterà chiuso alcuni giorni per ordine delle autorità. Mettere in ginocchio chi lavora onestamente e con tanto sacrificio è un’attitudine dello Stato e del Comune“. Il messaggio ha poi trovato ampio sostegno sui social, divenendo anche argomento di dibattiti e polemiche.
Naturalmente nessuno mette in dubbio che le regole debbano essere rispettate. Se esiste una violazione, è corretto che venga accertata e sanzionata. Ma la questione che il caso Kornelia solleva, tuttavia, è più ampia: in tanti chiedono che analogo livello di attenzione venga riservato a tutte le situazioni che incidono sulla vita economica della città.
C’è, ad esempio, chi osserva che l’amministrazione locale è stata tempestiva nel far rispettare le norme sul suolo pubblico, mentre su altri fronti, ad esempio la riscossione dei tributi (TARI), i risultati appaiono meno immediati e più difficili da ottenere. Secondo alcune rilevazioni di tecnici di settore, ci sarebbero molte situazione pendenti relative agli accertamenti ed ai recuperi delle imposte dovute dai commercianti, in particolare quelle per il servizio di igiene urbana.
Ogni anno il Comune dovrebbe incassare circa 9 milioni di euro dalla TARI, ma la cifra non viene mai raggiunta. Il picco di mancati introiti, stando ad alcuni studi di settore, verrebbe dal fronte delle attività economiche, imprenditoriali e commerciali del territorio; anche perché, e pare accada di frequente, molti negozi o attività di varia natura chiudono pochi mesi o pochi anni dopo aver inaugurato. E si portano dietro, con la chiusura, anche il mancato pagamento di tasse e imposte. Proprio in queste settimane, è utile ricordarlo, è in atto la rottamazione quinquies: il Comune di San Giorgio a Cremano ha aderito alla procedura prevista dalle norme nazionali. Le domande si possono presentare fino al 15 dicembre prossimo. Si possono rottamare tutte le imposte locali (IMU, TARI, ecc.) e le multe non pagate dal 2000 al 2023



