08042020In evidenza:

Visti da Sud – Il Pd a trazione nordista: Il dem veneto Baretta rilancia la secessione dei ricchi e il dem siciliano Provenzano nega i “nuovi scippi al Sud”. Un tandem micidiale

Mentre il Ministro per il Sud, il dem siciliano Giuseppe Provenzano, rassicura tutti sull’inconsistenza dei “nuovi scippi al Sud” relativi sia al drenaggio di circa 10 miliardi di euro dei fondi strutturali europei da Sud e Nord sia alla sospensione, di fatto, della legge del 34% sugli investimenti statali nel Mezzogiorno, scippi già in atto, come denunciato, tra gli altri, dal meridionalista Rosario Marra, dal costituzionalista Massimo Villone, dall’economista Pietro Busetta e dalla Senatrice Paola Nugnes, il suo collega di Partito, il sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il dem veneto Pier Paolo Baretta, rilancia la richiesta di autonomia differenziata avanzata dalla Regione Veneto insieme alle Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna nel 2018.

Infatti, in occasione di un’intervista rilasciata al Corriere del Veneto del 18 giugno, l’attempato sottosegretario, diplomato ragioniere, ha rassicurato i suoi amati corregionali del “sistema veneto“, la parte che si erige a tutto, la Regione che diviene Stato, dichiarando: “L’autonomia? Entro l’anno”.

Inoltre, dopo avere sottolineato che “l’unico protocollo sull’autonomia è quello firmato da Bressa e dal sottoscritto”, Baretta ha anche evidenziato che “l’equilibrio tra ciò che il Veneto dà e quanto riceve è una discussione che va fatta. E’ un tavolo aperto”.

Dunque, secondo Baretta, la base del regionalismo differenziato in salsa veneta, ma, aggiungiamo noi, anche in salsa lombarda ed emiliano-romagnola, sarebbe il cosiddetto “residuo fiscale”, che vedrebbe le “virtuose” regioni settentrionali depredate dalle “parassitarie” regioni meridionali.

Evidentemente, il sottosegretario Baretta non è per nulla aggiornato, o, per meglio dire, fa finta di non esserlo, in quanto la discussione si è già svolta nel corso degli ultimi due anni ed ha ampiamente evidenziato che “non è vero che il Sud vive sulle spalle del Nord, è l’esatto contrario”.

Ogni anno, infatti, come hanno dimostrato la SVIMEZ e il Quotidiano del Sud e come hanno riconosciuto i principali organi contabili dello Stato, rispetto alla popolazione residente, 21 milioni di persone, il 34% della popolazione nazionale, il Sud viene sistematicamente depredato di circa 60 miliardi di euro di spesa pubblica allargata. Nel complesso, come ha ampiamente documentato l’ultimo Rapporto Italia dell’Eurispes, dal 2001 al 2017 il Sud è stato scippato della modica cifra di 180 miliardi di euro netti di spesa pubblica allargata.

Invece, di alzare le cortine fumogene sui “nuovi scippi al Sud”, Provenzano provi a spiegarlo al suo “compagno” di Partito Baretta, magari tenendogli un bel corso di recupero estivo sulla ripartizione delle risorse pubbliche a livello socio-territoriale.

Sempre, però, che Provenzano, bollato dall’economista Pietro Busetta, come “uomo di Partito, uomo del Pd”, sia interessato a farlo, in quanto il giovane dem è in ben altre faccende affaccendato: promettere investimenti al Sud, negare gli scippi in atto e non chiedere la restituzione di quelli precedenti.

Visto da Sud, il duo Baretta/Provenzano, come cifra del Pd nazionale, forma proprio un bel tandem, un tandem micidiale per le sue sorti.

18/06/2020 – Salvatore Lucchese

 

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