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20 Gennaio, 2022

Trappola mortale per il Sud. Da novello “pifferaio magico”, il Governo Draghi irretisce il Mezzogiorno per farlo cadere nella trappola del federalismo estrattivo e discriminatorio




Alla stregua di un novello “pifferaio magico”, che, si ricordi, irretì centinaia di bambini portandoli via per sempre dal loro borgo natio di Hamelin, o di un redivivo “Arminio”, che, la storiografia insegna, carpì la fiducia del legato romano Publio Quintilio Varo per massacrarne le tre legioni di cui era al comando, il Governo Draghi sta per fare precipitare il Mezzogiorno in un burrone, o, se si preferisce, lo sta attirando nella “selva selvaggia” di “Teutoburgo”, per istituzionalizzarne in modo definitivo la condizione di colonia estrattiva interna tramite l’attuazione del federalismo asimmetrico e discriminatorio richiesto dalle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna con le Pre-intese del febbraio 2018 e rilanciato dalla “trattativa privata” attualmente in corso tra il ‘satrapo’ veneto Luca Zaia e la Ministra per gli Affari regionali e le autonomie, la forzitaliota Maria Stella Gelmini da Brescia.

E lo fa alla stregua di un novello “pifferaio magico” o di un redivivo “Arminio”, in quanto il Governo carpisce la fiducia del Sud accendendo i riflettori sui soldi luccicanti del Piano nazionale di ripresa e resilienza e degli altri Fondi europei, in totale circa 200miliardi di euro, per spegnerli, allo stesso tempo, sull’attuazione dell’autonomia differenziata inserita subdolamente in allegato alla Legge di stabilità.

Chi fermerà l’istituzionalizzazione del saccheggio del Sud? Chi si opporrà ad una riforma che, a Costituzione rovesciata, sancirà l’ufficializzazione delle “due Italie”? Chi contrasterà la deriva etno-liberista di un Paese che corre il rischio di diventare irrimediabilmente  sempre più “diviso e diseguale”?  

     



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