15.1 C
Napoli
17 Maggio, 2026

Terra dei Fuochi, pene più severe per chi inquina e 15 milioni per le prime bonifiche

Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi un decreto legge straordinario per la Terra dei Fuochi, introducendo nuove misure per combattere i reati ambientali e promuovere la bonifica dei territori colpiti da roghi tossici e traffici illeciti di rifiuti.

Due i capisaldi del provvedimento: l’inasprimento delle pene per chi inquina e lo stanziamento di 15 milioni di euro per le prime attività di bonifica nel 2025.

Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin e la vice ministra Vannia Gava sottolineano il valore del decreto come risposta dello Stato a un’emergenza ambientale storica: “Alziamo il livello di guardia su un territorio martoriato. Chi inquina paga, senza sconti”.

Arresti, sospensioni e amministrazioni giudiziarie

Il decreto prevede l’introduzione di arresti anche in flagranza differita per i reati ambientali più gravi, come disastro ambientale e traffico illecito di rifiuti. Vengono inoltre inasprite le pene per abbandono e gestione non autorizzata dei rifiuti. Tra le misure accessorie previste:

  • sospensione della patente di guida,

  • fermo del veicolo,

  • esclusione dall’Albo dei gestori ambientali per le imprese non in regola.

Per contrastare l’abbandono di rifiuti su strada, sarà possibile utilizzare immagini di videosorveglianza. È inoltre prevista la possibilità di applicare l’amministrazione giudiziaria alle aziende coinvolte, in particolare quando sussistano legami con la criminalità organizzata.

Prime risorse per la bonifica

Al commissario unico per le bonifiche, il generale Giuseppe Vadalà, è stata autorizzata una spesa iniziale di 15 milioni di euro per il 2025, finalizzata alla rimozione dei rifiuti e all’avvio delle attività di risanamento ambientale. Le risorse, si legge nel decreto, “saranno successivamente integrate per interventi di bonifica e messa in sicurezza”.

Reazioni politiche e sindacali

La maggioranza accoglie con favore il provvedimento. Il deputato Domenico Cerreto (FdI) definisce il decreto “una svolta concreta per affermare che chi inquina paga”, mentre Gianpiero Zinzi (Lega) parla di “un segnale di continuità con l’impegno assunto sul territorio”.

Diversa la posizione della Cgil, che esprime un giudizio critico. Il segretario confederale Pino Gesmundo afferma: “Inasprire le pene è sicuramente positivo, ma manca una vera visione sulle politiche di recupero e bonifica. L’esecutivo continua a dimostrare l’assenza di una strategia strutturale per il risanamento ambientale”.

Una prova di credibilità per lo Stato

Il decreto rappresenta un banco di prova per la credibilità delle istituzioni nella lotta contro l’inquinamento in Campania. La sfida, ora, sarà tradurre le misure normative in interventi concreti, efficaci e tempestivi per restituire salute, sicurezza e dignità ai territori della Terra dei Fuochi.

Potrebbe interessarti anche

Ultimi Articoli