8.4 C
Napoli
17 Gennaio, 2022

Teatro San Carlo: Otello di Martone va alla guerra




Mario Martone porta l’ Otello di Verdi nel suo ‘teatro di guerra’, in un Medio Oriente contemporaneo dove soldati occidentali sono in missione forse umanitaria, ci sono migranti tra le onde, tendopoli, c’è chi cura i feriti. Desdemona, è una ragazza con la pistola, la bravissima Maria Agresta, orgoglio campano, soldatessa dolce e coraggiosa.

Suo marito, il ‘Moro’, ha la voce e presenza scenica del divo tedesco Jonas Kaufmann: è quindi, anche, il suo superiore. Il loro rapporto appare paritetico (quando lei ad esempio gli parla di Cassio), si amano evidentemente, sono un uomo e una donna sotto il cielo stellato del deserto. Tra di loro ecco il male assoluto, Jago, un brillante Igor Golovatenko. Come è noto le sue menzogne trasformeranno un Otello sempre più solo e manipolato, da eroe a miserabile assassino. Un femminicida. Senza tradire mai il libretto di Boito nè la psicologia shakespeariana dei personaggi , la coraggiosa produzione che ha aperto con successo la stagione d’opera del San Carlo di Napoli alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, racconta purtroppo molto anche di oggi.

E la nuova ambientazione della vicenda ( tranne che a un gruppetto di puristi che ieri ha manifestato con qualche ‘buu’ finale subito smorzato dagli applausi) non può apparire certo forzata, contribuendo a ricordarci, ancora una volta, che la violenza sulle donne da parte dei loro uomini non è purtroppo storia del passato e in questo caso di Cipro ai tempi della Repubblica Veneta. Ed è proprio l’ esigenza di interpretazione del repertorio alla luce della realtà contemporanea la linea dichiarata del sovrintendente Stéphane Lissner per il suo San Carlo ‘un dovere che abbiamo come teatro pubblico’.
Serata di grande musica e di teatro, quella della prima è stata anche una serata di autentico affetto per il Presidente Mattarella, accompagnato a Napoli da entrambe i figli: festeggiatissimo sia all’entrata che all’uscita del Massimo, la sua presenza ha trascinato l’intero lirico, gremito di mascherine nere, nell’inno nazionale, tutti in piedi rivolti al Palco Reale.



Potrebbe interessarti anche

Ultimi Articoli