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5 Luglio, 2022

Svimez: “I tagli all’istruzione li paga soprattutto il Sud”




I divari di cittadinanza tra il Nord e il Sud Italia, divari che costituiscono la “cifra” specifica della “nuova questione meridionale”, riguardano anche e soprattutto il diritto all’istruzione. Purtroppo, questo è quanto viene confermato anche dall’ultimo Rapporto Svimez 2021.

La spesa in istruzione – osserva Svimez – è diminuita in Italia dai circa 60 miliardi del biennio 2007-2008 a circa 50 miliardi negli ultimi due anni (in euro costanti 2019). Una flessione del 15% che sottende un calo vicino al 19% nel Mezzogiorno e del 13% nel Centro-Nord. L’esiguità di risorse investite impedisce di sciogliere i nodi strutturali di una popolazione meno istruita anche con riferimento alle generazioni più giovani, e dello scarso accesso da parte della platea studentesca ai titoli terziari brevi e professionalizzanti”.

L’Italia e soprattutto il Mezzogiorno – prosegue Svimez – rimangono ancora distanti dai target europei nei servizi all’infanzia (il 33% di copertura nella fascia 0-2 anni). Il livello dei posti si attesta al 26,9% dei bambini fino a 2 anni con elevate disparità territoriali: circa il 15% la copertura nelle Regioni del Sud. Il divario tende a chiudersi con il passaggio alla scuola materna e primaria ma la carenza d’offerta a sfavore del Mezzogiorno si sposta dai posti agli orari di frequenza. Nel Mezzogiorno è molto meno diffuso l’orario prolungato nella scuola d’infanzia (5,3% dei bambini), e, viceversa più diffuso l’orario ridotto (19,7%) rispetto al Centro-Nord (17,3% e 3,6% rispettivamente i bambini ad orario prolungato e ridotto) mentre nella scuola primaria la percentuale di alunni che frequentano a tempo pieno è più bassa nelle regioni meridionali (17,6%) rispetto al resto del Paese (47,7%)”.

Gli early leavers meridionali che lasciano prematuramente il sistema formativo – conclude Svimez – sono il 16,3% al Sud a fronte dell’11,2% delle regioni del Centro-Nord: 253mila giovani meridionali con al massimo la licenza media e fuori dal sistema di istruzione”.



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