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28 Novembre, 2022

Svimez, Bianchi: “Le contese sul Rdc fomentano la guerra tra poveri”




L’attacco ai poveri tramite lo screditamento del Reddito di cittadinanza come forma di becero assistenzialismo per chi non intende lavorare, si iscrive nel paradigma socio-politico della “lotta di classe dopo la lotta di classe”, che, nell’età della globalizzazione neo-liberista, si caratterizza per l’iniqua distribuzione della ricchezza verso l’alto. Sempre di più ai ricchi e sempre di meno ai poveri. La dialettica capitale/lavoro di marxiana memoria sempre più estesa a livello sociale e territoriale

Di recente, sul tema è intervenuto il Direttore della Svimez, Luca Bianchi, tramite un’intervista rilasciata il 17 settembre scorso a “Repubblica-Napoli”.

Dopo avere sottolineato che il Reddito di cittadinanza è una misura europea fondamentale per il contenimento della povertà soprattutto nell’attuale fase economica che si caratterizza per una forte crescita del costo della vita, e dopo avere specificato che la povertà al “Sud è più alta che nel resto del Paese”, a proposito delle contese politico-elettorali sul reddito, Bianchi ha dichiarato: “Sì, è diventato bandiera elettorale sia nel rivendicarlo, sia minacciandone l’abolizione. Così si contrappongono i meno poveri ai poveri, in una guerra sociale dove chi guadagna poco e paga le tasse si contrappone a chi non fa nulla e intasca il sussidio, una guerra tra ultimi e penultimi di cui non abbiamo bisogno”.



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