È stata inaugurata questo pomeriggio a Pomigliano d’Arco la nuova Stazione di Posta – Centro Servizi dell’Ambito Territoriale N25, realizzata con fondi del PNRR destinati al contrasto della povertà estrema e dell’esclusione sociale. La struttura, situata in Corso Vittorio Emanuele, rappresenta un nuovo presidio dedicato all’accoglienza, all’ascolto e all’accompagnamento delle persone in condizioni di fragilità, senza dimora o a rischio di marginalità.
Una rete istituzionale al servizio della comunità
Alla cerimonia hanno partecipato:
- Raffaele Russo, Sindaco di Pomigliano d’Arco
- Mariano Caserta, Sindaco di Sant’Anastasia
- Domenico Leone, Vicesindaco e Assessore alle Politiche Sociali
- Michele di Bari, Prefetto di Napoli
- Wanda Ferro, Sottosegretario al Ministero dell’Interno
- Gelsomina Romano, Dirigente Politiche Sociali
- Paola De Vivo, Direttrice Dipartimento Scienze Politiche – Federico II
Una presenza istituzionale ampia, che conferma il valore strategico del nuovo centro per l’intero Ambito N25.
Russo: «Un passo avanti nella civiltà»
Il sindaco Raffaele Russo ha sottolineato il valore sociale dell’opera e il lavoro svolto dagli uffici e dall’Ambito territoriale.
«Questa struttura pone la comunità di Pomigliano a fare un passo in avanti nella civiltà».
Russo ha ringraziato la dirigente Gelsomina Romano, il vicesindaco Domenico Leone e tutto il personale coinvolto. Ha inoltre espresso gratitudine al prefetto Michele di Bari per il sostegno sul fronte della sicurezza:
«Lo Stato è vicino alle comunità».
Parole di apprezzamento anche per il sottosegretario Wanda Ferro, presente per la seconda volta in pochi mesi.
Caserta: «Un risultato per l’intera comunità dell’Ambito N25»
Il sindaco di Sant’Anastasia Mariano Caserta ha evidenziato il valore della collaborazione istituzionale:
«Quando c’è dialogo e condivisione si raggiungono risultati importanti».
Ha ringraziato prefetto e sottosegretario per la vicinanza ai territori.
Leone: «Una rete indispensabile per risposte concrete»
Il vicesindaco Domenico Leone ha definito l’inaugurazione:
«Il consolidamento di una rete istituzionale indispensabile per dare risposte concrete ai bisogni delle comunità».
Ha ricordato che fragilità e marginalità possono generare rischi di illegalità, sottolineando l’importanza della presenza delle istituzioni. Un ringraziamento speciale è stato rivolto agli operatori delle Politiche Sociali:
«Il cuore che mettono ogni giorno è impareggiabile».
Leone ha poi riconosciuto il ruolo formativo del sindaco Russo, che ha sempre messo al centro la dignità della persona.
Di Bari: «Una comunità che non volta lo sguardo»
Il prefetto Michele di Bari ha definito la Stazione di Posta:
«Un esempio concreto di amministrazione vicina ai cittadini».
Ha richiamato una riflessione del latinista Ivano Dionigi:
«Il futuro comincia dal passato e il presente non basta».
Secondo il prefetto, la struttura rappresenta una risposta concreta alle fragilità sociali e un segno di civiltà.
Ferro: «Un progetto intelligente, coraggioso e lungimirante»
Il sottosegretario Wanda Ferro ha evidenziato il valore umano e sociale della Stazione di Posta:
«Schierarsi dalla parte dei più fragili significa restituire dignità e contrastare la solitudine».
Ha ricordato che la casa non è solo un tetto, ma appartenenza e protezione. Infine, ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra:
«Da soli si vince una partita, insieme si vince il campionato».
I servizi offerti dal nuovo Centro
La Stazione di Posta offrirà:
- front office e ascolto
- presa in carico multidisciplinare
- orientamento al lavoro
- consulenza amministrativa e legale
- distribuzione beni essenziali
- servizi per l’igiene personale
- mediazione linguistico-culturale
- supporto SPID e posta elettronica
- fermo posta
- accoglienza notturna emergenziale
Un modello di welfare moderno, orientato a inclusione sociale, autonomia e reinserimento.
Un presidio che guarda al futuro
Con l’apertura della nuova Stazione di Posta, Pomigliano d’Arco e Sant’Anastasia si dotano di uno strumento innovativo, capace di rispondere alle emergenze ma soprattutto di costruire percorsi di dignità e partecipazione per le persone più fragili.


