Il Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata ha eseguito oggi un decreto di sequestro preventivo per un importo complessivo di 18.256,31 euro, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura della Repubblica. Il provvedimento riguarda due consiglieri comunali del Comune di Torre Annunziata e una terza persona, indagati – a vario titolo – per una serie di reati legati a truffe sui gettoni di presenza, falsi documentali e sostituzione di persona.
Le accuse: truffa, falsi e sostituzione di persona
Gli indagati rispondono, in concorso, dei reati previsti dagli artt. 81 cpv. e 640 cpv. n.1 c.p. (truffa continuata ai danni del Comune) e 110 e 483 c.p. (falsitĂ ideologica commessa dal privato in atto pubblico). Uno dei consiglieri e la terza persona sono inoltre indagati per falsa attestazione a pubblico ufficiale (art. 495 c.p.) e sostituzione di persona (art. 494 c.p.).
I fatti contestati risalgono ai periodi:
- 1 aprile 2025 – 31 luglio 2025
- ottobre 2024 – ottobre 2025
L’origine dell’indagine: la segnalazione del Segretario Generale
Le irregolaritĂ sono emerse grazie a una segnalazione del Segretario Generale del Comune, che aveva denunciato un eccessivo e anomalo aumento dei costi legati alle commissioni consiliari.
Nel documento indirizzato al Sindaco e ai vertici istituzionali, il Segretario parlava di:
- 94.293,10 euro spesi nel primo quadrimestre per le sedute delle commissioni
- 12.347,82 euro per rimborsi ai datori di lavoro dei consiglieri
Una situazione definita come “patente spreco di denaro pubblico”, aggravata dalla convocazione quotidiana delle commissioni dal lunedì al venerdì.
Il meccanismo contestato
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, alcuni consiglieri risultavano assenti giustificati dal lavoro ogni giorno, grazie alle convocazioni continue delle commissioni. I datori di lavoro, come previsto dagli artt. 79 e 80 del TUEL, potevano chiedere al Comune il rimborso dell’intera giornata lavorativa del dipendente impegnato nelle attività istituzionali.
Il sistema avrebbe quindi generato:
- assenze lavorative retribuite
- rimborsi gonfiati
- richieste non veritiere sulla partecipazione effettiva alle commissioni
Il sequestro
Le Fiamme Gialle hanno eseguito il sequestro preventivo per l’importo ritenuto profitto del reato: 18.256,31 euro.
Indagini preliminari in corso
Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari. In base al principio di non colpevolezza, la responsabilità degli indagati potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva.


