11142019In evidenza:

Scala (SI): L’autonomia di Napoli? Ci auguriamo sia una bufala

Rimaniamo esterrefatti alla notizia che il sindaco De Magistris avrebbe manifestato il proposito di lanciare un referendum propositivo sul riconoscimento dell’autonomia differenziata per la città di Napoli. Il nostro sbigottimento aumenta quando leggiamo che lo stesso referendum vorrebbe lanciarlo poi in tutto il Sud. Non ci e’ chiaro se si tratta dello stesso sindaco De Magistris che fino a ieri rilasciava dichiarazioni di totale avversità alla secessione dei ricchi – anche davanti al Parlamento, in piazza Montecitorio-, attaccando senza remore, in modo del tutto condivisibile, il progetto di autonomia differenziata chiesta da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna e avallato dal governo Conte. Avevamo addirittura capito che De Magistris intendesse mettersi alla testa del Sud per impedire una secessione strisciante. Evidentemente, a meno che non si tratti di una provocazione, il sindaco ha un suo doppio che ha un’opinione del tutto opposta e che intende mettersi sulla scia di Salvini e del governatore De Luca chiedendo una improbabile autonomia per Napoli. Che cosa voglia dire poi l’autonomia per il Sud basta poco a capirlo: una secessione consensuale tra due parti del paese che realizzerebbe lo storico obiettivo leghista della devolution nazionale.

Crediamo che non sia questa la strada giusta. Non servono improvvisazione, pressappochismo e ansia di protagonismo mediatico. La posta in gioco è troppo alta e i guasti per il Sud rischiano di essere irreversibili. Confermiamo la nostra avversione all’autonomia differenziata così come è stata concepita dai leghisti, con i diritti garantiti solo in misura della quota di gettito fiscale dei singoli territori senza alcuna garanzia di previa definizione dei livelli essenziali delle prestazioni finora mai individuati. Un progetto che avrebbe esiti devastanti per le regioni del Sud e che proprio non ha bisogno della volenterosa complicità degli amministratori meridionali.

De Magistris non ha capito che l’autonomia asimmetrica, come la definiscono gli stessi leghisti, anche se la chiede lui o De Luca rimane sempre un danno per i meridionali, che dovranno rassegnarsi a rimanere cittadini di serie B.

Per questo auspichiamo che De Magistris ritorni sulle sue posizioni e valuti più attentamente le conseguenze delle sue proposte.

Sinistra Italiana continuerà la sua mobilitazione insieme alle forze democratiche del Mezzogiorno per impedire che si consumi lo scempio della secessione dei ricchi.

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