09152019In evidenza:

Sant’Anastasia: La compagnia Merone inizia le prove per la grande opera di Viviani “L’imbroglione onesto”

Iniziano i lavori per la messa in scena dello spettacolo teatrale “L’imbroglione onesto” di Raffaele Viviani a cura del cavaliere Antonio Merone e con la regia dell’attore Antonino Laudicina. Il debutto al teatro Metropolitan il 7 e l’8 dicembre.

Iniziano i lavori per la messa in scena dello spettacolo teatrale “L’imbroglione onesto” di Raffaele Viviani, ed è la Compagnia stabile del teatro Metropolitan di Sant’Anastasia diretta dal cavaliere Antonio Merone capocomico e attore, a metterla in essere e che debutterà per la nuova stagione artistica il 7 e l’8 dicembre.

La regia è affidata come sempre al noto regista napoletano Antonino Laudicina. Merone, con i suoi sedici attori più lo staff tecnico, sta già lavorando per riportare in auge un’opera di successo e che è il proseguo dell’attività teatrale dedicata al grande Nino Taranto, infatti dopo la prima messa in scena di Viviani, fu proprio il grande attore a riproporla al grande pubblico.

 

Ci riprova nel 2019, quindi, la Compagnia di Merone con l’egida della Fondazione Taranto, grazie alla proficua e intensa collaborazione artistica che negli ultimi anni tiene legate le due realtà teatrali. Scritta nel 1932 in italiano per aggirare l’ostacolo della lotta al dialetto ingaggiata dal fascismo, la commedia “L’imbroglione onesto” di Raffaele Viviani, rappresenta tuttavia un mondo ineffabilmente napoletano, costellato di personaggi vivi e intraprendenti, capaci d’inventarsi qualsiasi attività per emergere da una condizione di miseria.

Narra di Raffaele Conti che ha la cattiva fama di essere un imbroglione. Egli è vedovo con un figlio, Pietruccio, per il quale sogna una laurea, una posizione sociale e un ricco matrimonio. Quando Pietruccio, al primo anno di università s’innamora di Elena, figlia unica di don Gaetano Botticella ricchissimo pastaio gragnanese, Raffaele Conti per far sposare subito i due giovani farà credere al consuocero che i due innamorati hanno fatto succedere “qualcosa” che necessita di riparazione. Partiranno così una serie di malintesi che con ritmo incalzante coinvolgeranno il pubblico senza annoiarlo, come d’altronde è lo stile di Viviani. Non solo gag, ma quello che sarà centrale fin dal primo atto sarà il legame padre – figlio. Quella genitorialità che rema contro le avversità di una vita fatta di stenti e il disperato ancoraggio della forza paterna alla roccia sicura su cui posare un figlio e proteggerlo dalla miseria. Una grande e bella morale che accompagnerà il pubblico per tutta la durata dello spettacolo.

Biografia Antonio Merone

Antonio Merone nasce a Sant’Anastasia in provincia di Napoli il 23 dicembre del 1973, figlio di un costruttore edile Nicola e di sua moglie Vincenza Brunone. Esordisce tredicenne al Teatro Metropolitan del suo paese nativo con una compagnia locale, con due atti unici di Peppino De Filippo.

Nel 1989 frequenta un laboratorio teatrale al Teatro Bruttini di Napoli diretto da Saverio Mattei. Nel 1990 entra nella compagnia dei giovani del Teatro Sannazaro di Napoli diretta da Luisa Conte e prende parte allo spettacolo “‘Na santarella” di Scarpetta/Brancaccio, con Mario Brancaccio e Lara Sansone, per la regia di Giuseppe Di Martino. Con lo stesso spettacolo e con la partecipazione straordinaria di Concetta Barra partecipa alla rassegna “Incontri d’estate alle Terme di Agnano”.

Nel 1992 fonda una propria compagnia e mette in scena uno spettacolo di varietà dal titolo “Vulesse fà l’attore” con la partecipazione straordinaria di Franco Angrisano.

Nel 1993 parte per il servizio militare e viene subito inserito in uno spettacolo per un’importante manifestazione delle forze armate, dove gli viene attribuito un “Elogio” da parte del Generale di Squadra Aerea Giuliano Montinari. Dal 1992 al 2018 con la sua compagnia ha messo in scena più di sessanta commedie di vari autori tra cui: Eduardo e Peppino De Filippo, Eduardo e Vincenzo Scarpetta, Antonio Petito, Raffaele Viviani, Andrea Perrucci, Armando Curcio, Giovanni Rescigno, Paola Riccora, Belisario Randone, Gaetano e Olimpia Di Maio, Nino Masiello, Mario Scarpetta, Mario Brancaccio, Corrado Taranto, Saverio Mattei ottenendo sempre grande entusiasmo da parte del pubblico. Da anni porta in giro l’arte di Nino Taranto, riproponendo il suo repertorio sia teatrale che musicale. Vanta importanti collaborazioni come con Olimpia Di Maio, Mariano Di Martino, Franco Angrisano, Liliana De Curtis, Mario Scarpetta, Saverio Mattei e Corrado Taranto. In più di trent’anni di carriera ha avuto diversi riconoscimenti, tra i piu importanti: nel 2006, vince il premio “Fontana d’argento” Città di Sant’Anastasia” e nel 2008, vince il premio “Mario Scarpetta” al Teatro Palapartenope di Napoli.

Successo, da annoverare tra gli annali della compagnia, è lo spettacolo “La cantata dei pastori” messo in scena nel 2016 e che diverrà appuntamento fisso. Successo all’ombra dei faraglioni infatti una tappa importante del suo tour estivo di quest’anno è stata Anacapri, dove lo stesso Merone è stato inserito in una rassegna internazionale.

Ultimo riconoscimento e non meno importane gli è stato elargito dal maestro Leo Frasso, storico attore teatrale, che ha deciso di donargli il suo mitico e leggendario costume di Pulcinella. Nel 2018 la scrittrice Paola Guadagno ha scritto la biografia dell’artista: “Antonio Merone, biografia di un attore ostinato”.

Il 2 giugno di quest’anno è stato insignito Cavaliere al Merito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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