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4 Dicembre, 2022

Rosario Marra: “Ministro Provenzano, lo scippo al Sud è già in atto. No alle cortine fumogene!”




Il Ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, continua a dispensare rassicurazioni a manca e a destra circa il rispetto della legge vincolo del 34% per gli investimenti pubblici al Mezzogiorno, ma il segretario della Federazione napoletana di Rif. Comunista, nonché membro del Comitato politico nazionale dello stesso Partito ed esponente dei Comitati contro l’Autonomia differenziata, non gli crede e lo invita fermamente a non alzare le “cortine fumogene”.

Ma cosa è successo? Perché Marra, via social, accusa Provenzano di “arrampicarsi sugli specchi” e di volere occultare lo “scippo in atto nel Mezzogiorno”?

Ebbene, venerdì 23 maggio, il Ministro per il Sud, intervenendo all’interessante diretta facebook “Sud e Regionalismo ai tempi del Covid-19”, promossa dall’associazione “e-Laborazione”, ha dichiarato che l’ipotesi di una sospensione, di fatto, della suddetta legge vincolo è priva di fondamento, in quanto, ha specificato Provenzano: “Rispetto al passato, nella legge di bilancio di quest’anno non si troveranno più dei riferimenti alle risorse da impiegare nel Mezzogiorno, in quanto, grazie al controllo ex ante, la clausola è già applicata da tutte le Amministrazioni”.

A primo acchito, un’argomentazione cogente quella formulata dal Ministro per il Sud, ma non per segretario provinciale di Rif. comunista, che, invece, ne ha evidenziato l’incongruenza di fondo: i riferimenti argomentativi di Provenzano alla legge sulla quota del 34%, invece di quelli specifici, per il DEF, alla legge 196/2009, che, nel regolamentare in modo dettagliato la struttura dei documenti di economia e finanza, prescrive chiaramente che vi devono essere inseriti i riferimenti dettagliati agli investimenti per il Sud: amministrazioni, risorse, settori di investimenti. Ossia, chi investe, quanto investe e per fare cosa.

L’argomentazione del Ministro Provenzano – ha scritto Marra – non sarebbe priva di pregio se a prevedere l’indicazione delle risorse da impiegare nel Mezzogiorno all’interno del Def fosse stato l’art. 7-bis del d-l n. 243/2016, la disposizione modificata dalla citata legge di bilancio 2020, invece tale obbligo è contenuto nella legge n. 196/2009, il provvedimento legislativo che regola gli strumenti della politica di bilancio nel nostro Paese”. “Infatti – prosegue Marra – è in quest’ultima legge che è previsto d’inserire nella seconda sezione del DEF le risorse da impiegare nelle Regioni in ritardo di sviluppo ‘con evidenziazione dei fondi nazionali addizionali”.

Che cosa implica tutto ciò? “Tuttalpiù – incalza Marra – sarebbe ammissibile, in seguito al cambiamento della normativa, uno spostamento di tale indicazione nella prossima Nota di aggiornamento al DEF ma non che si possa aggirare del tutto quanto prescritto nella citata legge n. 196/2009, anche perché la prevista relazione del Ministro per il Mezzogiorno alle Camere nell’applicazione della riserva del 34% è, allo stato, senza una data precisa di presentazione ed è sicuramente meno cogente di un inserimento dell’obbligo dell’indicazione da parte delle Amministrazioni all’interno di un documento facente parte della programmazione di bilancio com’è il caso del DEF”.

Insomma, – conclude il segretario provinciale di Rifondazione comunista – egregio Ministro, cerchiamo di non arrampicarci sugli specchi e di non sollevare cortine fumogene perché lo scippo in atto al Mezzogiorno c’è!

25/05/2020 – Salvatore Lucchese



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