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29 Giugno, 2022

Rosario Marra: “Contro gli attuali scippi al Sud si intensifichi la mobilitazione e si preparino gli emendamenti al Decreto rilancio”




Con la scusa dell’emergenza sanitaria Covid-19 e con l’avallo dell’Unione Europea, il Sud sta subendo l’ennesimo scippo di Stato a favore del Nord: quello delle rimanenti risorse dei fondi strutturali europei relative al settennio 2014/2020.

Una cifra di circa 10 miliardi di euro che il Decreto rilancio, in discussione alla Camera, vorrebbe stornare dalle regioni meridionali a quelle settentrionali, per poi “reintegrare” le ‘casse’ delle Regioni meridionali solo successivamente, a “paziente morto”.

Che fare? Come sventare l’ennesimo furto di Stato che sta per essere perpetrato ai danni dei bisogni e dei diritti calpestati dei 21 milioni di cittadini che risiedono nel Mezzogiorno, proprio in una fase in cui il suo Pil crollerà del -18,65% rispetto ai livelli del 2007?

A queste domande ha dato una risposta articolata il Segretario della Federazione Provinciale di Napoli di Rif. Comunista, Rosario Marra.

In un suo recente articolo, “Provenzano: un Ministro… ‘loquace‘”, pubblicato sulla rivista “CantoLibre”, Marra afferma: “Si tratta innanzitutto, di continuare e rafforzare la battaglia contro la disinformazione come premessa alla mobilitazione”.

Tuttavia, prosegue il Segretario provinciale di Rif. Comunista, la mobilitazione da sola non basta, bisogna anche “interloquire con i Parlamentari più sensibili ad uno sviluppo più equilibrato del Paese per giungere a degli emendamenti agli articoli 241 e 242 del “decreto-rilancio”.

Inoltre, precisa Marra, è necessario “formulare un paio di emendamenti di cui uno con un contenuto ‘massimo’, mirante ad espungere dal testo i richiami ai regolamenti europei che permettono l’uso della flessibilità, un altro ‘minimo’ che riduca l’arco temporale  dell’uso “flessibile” dei fondi al solo 2020 e la deroga alla sola concentrazione tematica (non a quella territoriale) perché se si tratta di un’eccezionalità non può durare anche per una parte consistente del 2021”.

Spingere sull’uno o l’altro emendamento – conclude Marra – a seconda della mobilitazione e dei rapporti di forza che si determinano anche se l’emendamento ‘massimo’, per ovvi motivi, sarebbe quello preferibile”.

03/06/2020 – Salvatore Lucchese

 



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