07182019In evidenza:

Reggia di Portici, tornano a splendere le sete ottocentesche della Sala del Consiglio

Sono tornate all’antico splendore le sete che ornano la Sala del Consiglio dell’Appartamento reale della Reggia di Portici. Il restauro è stato presentato questa mattina dal Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Luigi de Magistris, che ha proceduto anche alla riapertura al pubblico della Sala, caratterizzata dalla presenza di parati di seta di San Leucio di colore giallo e amaranto, l’unica tappezzeria ottocentesca sopravvissuta nell’intera Reggia.

Il restauro delle sete è stato realizzato con fondi dell’Ente di piazza Matteotti, proprietario del palazzo borbonico, con la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Napoli, presente oggi con il Direttore Elena Cinquantaquattro.

Per il recupero si è proceduto con lo smontaggio dei tessuti – che si presentavano deteriorati a causa del naturale invecchiamento, dell’esposizione ai raggi solari e della depolimerizzazione – e all’integrazione delle lacune con seta di tinta unita di color giallo-oro, il tutto rigorosamente ricamato a mano. Alle bordature delle pareti è stata reintegrata la passamanerie di colore dorato e amaranto, ripristinandone quello che, secondo le ricerche storiche all’uopo effettuate, era l’aspetto ottocentesco. Trattandosi di sete particolari, con un’«altezza» di 44 cm e non di 1,40 m, com’erano invece le abituali tessiture di San Leucio, si è dovuto procedere al recupero della verticalità delle cuciture e della posa in opera.

Come completamento del Salone ottocentesco ed a protezione delle pareti di seta sono state realizzate tre tende che conferiscono alla Sala maggiore monumentalità.

Nel ‘700 la Sala del Consiglio era usata come terza Anticamera di accesso alla attigua Sala del Baciamano. L’attuale volta, dipinta nell’ottocento, si presenta con Allegorie delle Stagioni e fregi di grifoni (animali ibridi del leone e l’aquila simbolismo dell’impero Napoleonico) e si raccorda alle pareti con un cornicione in stucco dorato. Il portale di ingresso e quello di uscita sono in marmo di tipo onice. Sulla parete lunga interna è presente un camino in marmo, uno dei pochi esempi visibili nella Reggia, essendo questa un luogo di villeggiatura della famiglia reale e della sua corte, ai tempi di Carlo di Borbone, e quindi abitata nei periodi più caldi, da marzo ad ottobre. Il pavimento è originale, in cotto decorato a finto marmo e lucidato.

“Siamo di fronte ancora una volta – ha affermato il Sindaco de Magistris – ad un intervento importante della Città Metropolitana per valorizzare sempre di più questo nostro sito straordinario. Un lavoro importante di restauro dell’unica tappezzeria dell’800 di San Leucio rimasta qui, ma è anche un’occasione per ricordare gli impegni economici significativi che abbiamo messo in campo nei mesi scorsi sulla Reggia e sul Bosco di Portici, insieme anche al Dipartimento di Agraria con cui stiamo lavorando affinchè questo luogo possa vivere sempre più di cultura e fruizione collettiva”.

“Il Palazzo reale di Portici – ha aggiunto il Consigliere Metropolitano Delegato al Parco del Vesuvio, Michele Maddaloni – rappresenta un elemento importantissimo nel territorio metropolitano, in quanto è al centro del golfo, a 500 metri dagli Scavi di Ercolano e costituisce il punto di congiunzione tra la città di Napoli, il Miglio d’oro e il Vesuvio. Per questo motivo stiamo profondendo il massimo impegno per la sua valorizzazione, affinché possa contribuire in maniera significativa allo sviluppo di tutta l’area”.

Alla cerimonia hanno preso parte, inoltre, la Consigliera Metropolitana Delegata al Patrimonio Culturale, Elena Coccia, i Sindaci di Ercolano, Ciro Buonaiuto, e di Portici, Vincenzo Cuomo, il Direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università “Federico II” di Napoli, Matteo Lorito, e il Direttore del Centro Musa, Stefano Mazzoleni.

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