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Quando Nerone squalificò l’anfiteatro pompeiano per una rissa tra Pompeiani e Nocerini

L’anfiteatro pompeiano fu uno dei primi in muratura, lo fecero costruire a proprie spese i magistrati Marco Porcio e Caio Quinzio Valgo intorno al 70 a.C.  Nel 59 d.c. ci fu una memorabile una rissa tra Nocerini e Pompeani.

Tacito racconta che nell’Anfiteatro pompeiano venivano organizzati dal nobile Livineius Regulus, espulso poi dal Senato romano sotto Claudio. Il pubblico pompeiano e quello nocerino cominciarono ad insultarsi a vicenda, poi cominciarono le sassate, e infine si ebbe un vero e proprio scontro armato dove i Nocerini ebbero la peggio. Il Senato “squalificò” l’Anfiteatro pompeiano per 10 anni (ridotti a 2 in “appello”), sciolse le tifoserie ed esiliò Livineius.

Tacito, inoltre, ipotizzava che si trattasse non tanto di una semplice rissa, ma di profondi contrasti di lunga data tra Pompei e Nocera ad essere la causa degli scontri: l’ipotesi più attendibile pare essere il conferimento del titolo di “colonia” (ovvero posta sotto il diretto controllo dell’imperatore) a Nocera nel 57 d.C., conferimento che portò Nocera ad inglobare il territorio di Stabiae a discapito di Pompei.

“In quell’epoca si ebbe un massacro tra Nocerini e Pompeiani, originato da una futile causa in occasione dei ludi gladiatori banditi da Livineio Regolo […] Dapprima si scambiarono insulti e volgarità con l’insolenza propria dei provinciali, poi passarono alle sassate e alla fine ricorsero alle armi. I tifosi di Pompei, più numerosi dato che lo spettacolo si svolgeva a casa loro, ebbero la meglio. Molti uomini di Nocera furono riportati a casa feriti e mutilati, e non pochi piansero la morte di un figlio o di un genitore”. (Annali, XIV, 17)

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