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16 Agosto, 2022

Pino Aprile rompe gli indugi: “Il Sud riparte da sé, avendo qualcosa da dire e tanto da fare, non contro, ma per tutti”




Oltre a bloccare il tentativo compiuto dalle Regioni Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna di attuare il regionalismo differenziato, asimmetrico, iniquo, discriminatorio ed estrattivo di ulteriori risorse finanziarie, economiche, politiche, culturali ed umane dal Meridione a vantaggio del Settentrione ed a fronte dello strapotere del “Grande Partito trasversale del Nord”, la mobilitazione civile contro tale disegno ha avuto anche il merito di accendere i riflettori sul deficit di rappresentanza politica di cui soffre drammaticamente il Mezzogiorno, almeno a partire dalla fine degli anni Novanta.

Dopo la proposta del Governatore della Campania Vincenzo De Luca di dare vita ad un movimento meridionalista che rimetta al centro del dibattito politico nazionale il dualismo Nord/Sud anche lo scrittore e giornalista Pino Aprile, già da anni impegnato  nel contrastare l’egemonia leghista e nel riscrivere la storia del processo di unificazione risorgimentale, lancia il suo appello per la costruzione di un’alternativa politica democratica, meridionalista ed antirazzista.

Infatti, l’autore dei famosissimi libri Terroni e Il Sud puzza ha rotto gli indugi e dal suo blog personale fa sapere che sabato 24 agosto, alle 9:30, alla Grancia, in provincia di Potenza, nascerà “l’azione politica meridionale” in favore dell’“equità, per tutti”.

Come sottolinea lo stesso Aprile, l’appello per la costituzione di una forza politica meridionalista che lotti per l’uguaglianza dei diritti di tutti nasce dalla consapevolezza che l’“emergenza democratica” che sta attraversando il Paese richiede un”“alternativa per le prossime elezioni, sbarrare la strada a Salvini e capovolgere il sistema che ha retto finora questo Paese: sottrarre a una parte, accusandola pure di essere mantenuta, per mantenere e arricchire l’altra”.

Ad esclusioni dei razzisti, l’iniziativa, sottolinea il giornalista pugliese, è aperta a tutti i movimenti, i partiti, i comitati, le associazioni, i parlamentari, i docenti universitari, gli scrittori, i giornalisti ed i semplici cittadini che in questi mesi si sono mobilitati contro il regionalismo differenziato ed hanno tenuta desta l’attenzione sulle altre criticità che attraversano il Mezzogiorno, come quelle, ad esempio, della Terra dei Fuochi e dell’ILVA di Taranto.

“Non ci sono patti preconfezionati – conclude Aprile – soluzioni già in tasca. C’è qualche idea e altre ne arriveranno. Ci vediamo alla Grancia, il 24 agosto, alle 9,30. Il Sud riparte da sé, avendo qualcosa da dire e tanto da fare, non contro, ma per tutti. L’equità non può essere parziale: o tutela tutti allo stesso modo o non è”.

Evidentemente, si tratta di principi diametralmente opposti a quelli della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania e del “Grande Partito Trasversale del Nord” , che, a “Costituzione rovesciata”, mirano ad istituzionalizzare la sperequazione e ad alimentare ulteriormente le diseguaglianze sociali e territoriali, per favorire in modo discriminatorio un’area del Paese ai danni dell’altra. All’opposto, il nascente “Partito del Sud” mira alla perequazione, ossia alla promozione dell’uguaglianza e dell’equità sociale e territoriale.

Non si venga a dire che il Sud vuole costruire un soggetto politico speculare alle forze che ad oggi hanno alimentato la crescite delle diseguaglianze, sino al punto tale da minacciare la stessa unità politica del Paese.

17/08/2019 – Salvatore Lucchese

 

 

 

 

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