08042020In evidenza:

Pericolo “scippo di Stato” di 51 miliardi di euro. Per il dem Emanuele Felice, al Sud soltanto 84 dei 209 miliardi del Recovery Fund, anziché 135 come da suoi bisogni parametrati dalla UE

Il giornalista Marco Esposito (Il Mattino, 30 luglio) ha calcolato che sulla base dei criteri adottati dall’Unione Europa per l’assegnazione dei finanziamenti straordinari ai suoi Stati membri – popolazione, disoccupati, Pil pro capite – il Sud ha portato nella casse italiane 135 miliardi di euro su un totale di 209 miliardi da assegnare all’Italia.

In termini percentuali, ha osservato l’autore di Zero al Sud, “il Mezzogiorno ha portato in dote il 64,5% del Recovery Fund e il Centronord il restante 35% per cui queste dovrebbero essere le quote per ripartire gli interventi, con l’obiettivo ovviamente di aggredire finalmente i ritardi del Mezzogiorno e cioè migliorare l’occupazione e i redditi”.

Ora, intervistato dallo stesso Esposito (Il Mattino, 31 luglio 2020), il responsabile Economia del Pd, Emanuele Felice, riconosce che “con indicatori come il tasso di disoccupazione e il Pil pro capite il Mezzogiorno abbia dato per così dire il contributo maggiore”.

Dunque, Felice riconosce che il Sud “ha portato in dote135 miliardi del Recovery Fund? Niente affatto, in quanto, secondo il responsabile Economia del Pd, se è vero che il Mezzogiorno “ha contribuito al Recovery Fund per i suoi parametri”, “non” lo fatto “per i fondi stanziati”, che, invece, sempre secondo Felice, vanno erogati sulla base di un’ottica unitaria, riconoscendogli, così, soltanto il 40%.

Come dire? E’ vero, sulla base dei parametri economici negativi del Sud all’Italia arriveranno 135 dei 209 miliardi assegnatigli, ma per il Sud, che più ne bisogno, ne stanzieremo soltanto 84 miliardi.

In soldoni, è come se Felice avesse detto daremo 51 miliardi in meno a chi più ne ha bisogno e 51 miliardi in più a chi ne ha meno bisogno. Il tutto in nome dell’unità nazionale e dell’emergenza sanitaria che ha colpito maggiormente il Nord.

Quello proposto dal dem Felice è il solito schema: il Sud come colonia estrattiva interna che il sistema Nord utilizza per ottenere fondi dall’Europa. Il Mezzogiorno da considerare Italia quando deve dare e da considerare Italia di grado inferiore quanto deve ricevere ciò che gli spetta sia di diritto sia sulla base dei suoi bisogni reali.

Non a caso, nell’intervista Felice non menziona i conclamati “scippi di Stato” che nel corso degli ultimi venti anni anno sottratto circa 1.000 miliardi di euro di spesa pubblica allargata ai 21 milioni di cittadini meridionali. A questa cifra monstre, si inizi a sommare anche lo “scippo di Stato” da lui proposto in nome dell’unità nazionale di altri 51 miliardi di euro.

D’altronde, cosa c’era da aspettarsi da chi, come Felice, ritiene che la questione meridionale sia una “colpa” esclusiva degli stessi meridionali? Se il piatto è ricco mi ci ficco e il Sud da spennare fa parte dell’Italia. La sua arretratezza, invece, sempre secondo il giovane ed ambizioso virgulto del Pd, non è da valutare e comprendere come la conseguenza di scellerate e miopi scelte politiche da imputare alle classi dirigenti nazionali, ma è solo ed esclusivamente “colpa” delle sue classi dirigenti locali, ossia, in ultima istanza, degli stessi meridionali che le esprimono.

01/08/2020 – Salvatore Lucchese   

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